Il rettore Manfredi: sulle scuole aquilane urgono verifiche

L’avviso di uno dei maggiori esperti di ingegneria sismica Il Comitato dei genitori rilancia l’allarme sulla vulnerabilità
L’AQUILA. «Non conosco la situazione, ma con indici così bassi andrebbero intraprese azioni rapide per questi edifici, per capire innanzitutto come sia possibile che abbiano resistito al sisma del 2009: è necessario indagare a fondo, e assumere decisioni conseguenti». Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori delle Università italiane, rettore dell'Università “Federico II” di Napoli, uno dei maggiori esperti al mondo di ingegneria sismica, commenta così la decisione di tenere gli studenti delle scuole superiori della città in edifici con bassissimi indici di vulnerabilità sismica. Poche parole, ma molto chiare, pronunciate a margine della presentazione dei risultati delle valutazioni sulla vulnerabilità sismica dei tre edifici di proprietà dell’Ateneo, bastano ad allarmare i presenti. Che gli indici di vulnerabilità sismica delle scuole superiori della città non siano molto alti è ben noto: oltre al Cotugno di Pettino (in parte chiuso), per cui l'indice di 0,27, ci sono il Colecchi che ha un indice di vulnerabilità dello 0,31, l'Itis dello 0,17, lo Scientifico dello 0,42 su un massimo di 1. Ma nessun esperto, prima, si era mai espresso in questi termini, anche perché attualmente non esiste una norma per cui bisogna o meno chiudere un edificio scolastico in base al responso della vulnerabilità sismica. Le parole di Manfredi hanno preoccupato in particolare modo i rappresentanti del comitato Scuole sicure presenti all'incontro. «Personalmente mi chiedo e chiedo alla politica e ai dirigenti scolastici perché continuano ad attendere senza fare scelte», scrive in un commento su Facebook, Massimo Prosperococco, rappresentante del Comitato. «Personalmente, se fossi in loro non riuscirei a dormire la notte». D'altra parte, la preoccupazione era emersa già nei giorni scorsi, a seguito della scelta di ricollocare classi del Cotugno nelle altre scuole di Collesapone. Una scelta che pone diversi interrogativi, come ha fatto notare lo stesso Comitato: in primis la risposta delle strutture sismicamente inadeguate all’aumento di popolazione studentesca. «Preoccupa» spiegano i rappresentanti, «"in particolare l’Itis che, oltre ai suoi studenti, ospita ben 10 classi del Cotugno, nonostante il suo indice di vulnerabilità sia pari allo 0,17, e sul quale nessuna considerazione tecnica è stata fatta per valutare l’aggravio». Intanto, proprio la preside dell'Itis, Maria Chiara Marola, ha utilizzato proprio le pagine del social network per rispondere a Prosperocco: «Chiamata in causa, come dirigente scolastica, comunico che la sera di norma crollo perché il peso della responsabilità che, come i miei colleghi, vivo tutti i giorni in prima linea e in prima persona per scelte fatte da altri e per il degrado etico prima che politico di questo paese, è enorme e perchè ogni giorno, tenacemente, onestamente e ostinatamente, faccio tutto quello che è in mio potere fare per onorare il ruolo che rivesto e tutelare la comunità scolastica che dirigo».
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