Il rischio del medico si paga: Asl bocciata

4 Aprile 2019

Indennità e reperibilità vanno garantite, 23mila euro a un camice bianco marsicano. Il caso dopo le polemiche regionali

AVEZZANO. Reperibilità domiciliare e indennità di rischio, oltre all’assistenza da garantire nell’arco delle 24 ore. Che in soldoni fa 23mila euro. Il medico di continuità assistenziale (l’ex guardia medica) ne ha diritto. È quanto stabilito dal tribunale di Avezzano (sezione lavoro) che ha confermato il decreto ingiuntivo con cui è stato intimato all’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila il pagamento in favore di un camice bianco marsicano, assistito dall’avvocato Fabio Di Battista. Busta paga più pesante, dunque, per una sentenza che è la prima del genere in provincia (altri casi c’erano stati a Chieti).
L’Asl aquilana aveva proposto opposizione al decreto ingiuntivo, sostenendo che tali compensi non erano dovuti. Difatti, a seguito del rigido piano di rientro sanitario del 2008 il datore di lavoro aveva sospeso il pagamento di alcune competenze aggiuntive previste dall’accordo integrativo regionale per la medicina generale. Inoltre, con riferimento specifico all’indennità di rischio, la Regione Abruzzo, con la delibera di giunta 398 del 2017, richiamando un provvedimento della Corte dei conti in materia, aveva disposto la sospensione integrale del pagamento della indennità stessa e dato mandato alle Asl di recuperare, nei limiti della prescrizione, quanto versato ai medici per tale titolo. L’Asl si era attivata per richiedere ai medici il rimborso delle indennità percepite negli anni passati, ma poi, a seguito dell’approvazione di una specifica legge regionale aveva revocato il procedimento di recupero. Il tribunale di Avezzano, tuttavia, ha rigettato l’opposizione proposta dall’Asl, condannandola anche al pagamento delle spese di lite e fissando il termine di 60 giorni per il deposito della sentenza.
«Le competenze aggiuntive previste dagli accordi integrativi regionali di natura contrattuale», afferma l’avvocato Di Battista, «costituiscono un riconoscimento economico dovuto dall’Asl, in considerazione del carattere particolarmente usurante dell’attività svolta dai medici della continuità assistenziale. La decisione favorevole rappresenta un importante precedente giurisprudenziale, nell’ottica della tutela del diritto dei medici di continuità assistenziale al pagamento dei compensi aggiuntivi maturati, che trovano la loro giustificazione nella rischiosità del servizio svolto, oltre che in orari notturni, anche in giorni prefestivi e festivi; considerato altresì che il loro impegno lavorativo si esercita in ambulatori e strutture disseminate sull’intero territorio regionale, talvolta ubicati in zone di montagna isolate e impervie. E tutto questo anche a fronte del rischio professionale connesso alla gestione di patologie gravi e urgenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA