Il ritorno dei vincoli Di Stefano: niente demolizioni selvagge

L’ex assessore: fatto culturale, ora la politica batta un colpo E Sinistra Italiana attacca la giunta: totalmente inadeguata
L’AQUILA. L’ex assessore alla ricostruzione (della giunta Cialente) Pietro Di Stefano e Sinistra Italiana plaudono alla decisione del Tar che ha sospeso la delibera di consiglio comunale dell'aprile scorso con la quale si eliminavano alcuni vincoli relativamente alla ricostruzione dei centri storici del Comune dell’Aquila.
«Il Tribunale amministrativo regionale ha fermato a scopo cautelativo», afferma Di Stefano, «la modifica alle norme tecniche del Piano regolatore generale che introducemmo noi nel 2016 con lo scopo di proteggere, al pari della città capoluogo, il patrimonio insediativo delle frazioni esposto a demolizioni selvagge anche in assenza di preoccupanti livelli di danno, garantendo in ogni caso un alto e adeguato livello di sicurezza. Per farlo ci eravamo comunque premuniti di assicurare ai proprietari un aumento del contributo per il restauro conservativo degli immobili. Introducemmo», continua l’ex amministratore comunale, «anche la norma di cambio di destinazione d’uso per i locali al piano terra in favore di attività produttive per aumentarne l’attrattività ricettiva e turistica. L’attuale amministrazione ha provato a cancellare tutto questo. Naturalmente ora si dovrà attendere il giudizio di merito e questo spetta a giudici del Tar. Ma prima ancora che giuridica, la battaglia deve essere culturale e per questo occorre che la politica batta un colpo perché a rimetterci sarà senza dubbio il tessuto urbano locale, spogliato di qualsiasi progettualità a lungo respiro, senza che minimamente si innalzino, come qualcuno vuol far credere, i livelli di sicurezza degli immobili più di quanto non era già stato fatto». A scendere in campo sono anche Pierluigi Iannarelli ed Enrico Perilli del circolo aquilano di Sinistra Italiana affermano.
«Noi», affermano i due esponenti politici, «siamo stati i primi a denunciare la pericolosità della delibera in oggetto, avviando un dibattito politico sul punto, che meritoriamente alcune associazioni hanno ripreso richiedendo la revoca in autotutela del provvedimento. Un ringraziamento particolare poi va alla stessa Soprintendenza che si è fatta parte diligente principiando il ricorso al Tribunale amministrativo regionale».
«I fatti dimostrano, ancora una volta», concludono Iannarelli e Perilli, «l’inadeguatezza di questa amministrazione comunale, guidata dal primo cittadino Pierluigi Biondi, che di solito pecca di lassismo ma che quando prova a fare qualcosa, finisce per farla male e con superficialità».
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