Il ritorno di Giò Di Tonno «Ho L’Aquila nel cuore»

8 Maggio 2014

L’AQUILA. Il grande pubblico lo ha conosciuto grazie a San Remo, dove vinse l’edizione 2008 in coppia con Lola Ponce, ma Giò di Tonno è artista partito da lontano, e soprattutto passato per l’autorev...

L’AQUILA. Il grande pubblico lo ha conosciuto grazie a San Remo, dove vinse l’edizione 2008 in coppia con Lola Ponce, ma Giò di Tonno è artista partito da lontano, e soprattutto passato per l’autorevole esperienza da protagonista del musical Notre Dame di Paris di Riccardo Cocciante nel 1998. Sarà all’Aquila sabato 10 per un seminario organizzato dalla scuola di musica Icarus. «Tornerò grazie all’entusiasmo di Stefano Del Vecchio, che dirige la scuola e che ha voluto questo momento formativo, che io guiderò come istruttore. Anche questo è un momento di rinascita sociale -ha detto Di Tonno- c’è l’entusiasmo di chi non ha mai smesso di lavorare, e quello dei giovani. Dove c’è stato dolore c’è sempre molta creatività, e io sarò il tramite di Icarus per incontrare tutti quelli che a questa creatività vogliono dare spazio». Di Tonno, nato a Montesilvano, all’Aquila è legato per “Jackyll & Hide”, musical prodotto dal TSA, di cui fu protagonista e in cui presero parte tanti giovani artisti aquilani, tra questi una allora sconosciuta Simona Molinari. «All’Aquila ero legato anche perché la mia attuale compagna studiava lì: le prime volte che venni rimasi colpito. Era una città fredda ma piena di calore, di giovani in giro, di persone a passeggio. Quando venni dopo il sisma trovai una città svuotata, spettrale, fu sconvolgente». All’Aquila e ai suoi abitanti Di Tonno, dopo il dramma del 2009, dedicò la canzone “Cento Fontanelle”. «L’intento di quel pezzo non era né speculativo né di raccolta fondi, era una testimonianza di affetto che spesso porto in giro. Ora, dopo molti anni fa parte del mio cd di prossima uscita “Giò”». Di Tonno attualmente in giro per tutta l’Italia con diverse date di concerto, come abruzzese ha portato su di sé anche la memoria del sisma: «Mi è successo di parlare dell’Aquila e talvolta ho visto anche fastidio, per molti oggi L’Aquila è solo un accatastamento di problemi messi un po’ da parte, purtroppo è vero quello che diceva De André “il dolore degli altri è dolore a metà”. Io invece sono contento di tornare all’Aquila, per noi artisti è un dovere dare fiducia, soprattutto ai più giovani».

Barbara Bologna