Il ritorno di Transcom con un centro di ricerca

L’AQUILA. La Transcom torna in città. Dopo aver chiuso il call center di Pettino in seguito al sisma e aver licenziato 270 operatori, l’azienda annuncia l’apertura all’Aquila di un centro di ricerca...
L’AQUILA. La Transcom torna in città. Dopo aver chiuso il call center di Pettino in seguito al sisma e aver licenziato 270 operatori, l’azienda annuncia l’apertura all’Aquila di un centro di ricerca e sviluppo, in collaborazione e partnership con l’Università del capoluogo abruzzese.
Attualmente la Transcom è uno dei principali operatori a livello internazionale nel mercato dei contact center, presente in Italia con otto sedi e 4000 addetti. Il centro di ricerca aquilano avrà sede negli uffici Transcom e impiegherà nei prossimi tre anni circa 40 addetti ad alta qualificazione professionale. Il progetto è finalizzato a sviluppare nuove soluzioni, processi innovativi e tecnologie avanzate, con l’obiettivo di migliorare continuamente i servizi erogati dai contact center rivolti ai consumatori e ai cittadini.
«Questo nostro nuovo progetto», ha dichiarato Roberto Boggio, general manager di Transcom, «che abbiamo voluto chiamare LeonarDo 2.0.14, coniugando l’anno di nascita dell’iniziativa con il 2.0, che simboleggia l’era digitale in cui viviamo, fungerà certamente da polo di riferimento tecnico-scientifico per Transcom in tutta l’area dell’Europa centro meridionale».
Grazie alla partecipazione dell’Università, il nuovo centro diventerà un polo di interscambio di competenze ed esperienze tra la ricerca accademica e il settore industriale delle imprese, anche attraverso il coinvolgimento di un network di piccole e medie imprese del territorio aquilano e abruzzese. Secondo la rettrice Paola Inverardi «le ricadute tecnico-scientifiche del progetto consentiranno di produrre nell’Ateneo aquilano rilevanti benefìci, anche in termini di capacità tecnologica al servizio dello sviluppo locale e territoriale».
Romana Scopano
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