Il rogo si sposta sul fronte di Roio, fiamme alimentate dal vento caldo

Dopo gli incendi di Rocca di Mezzo e Lucoli si apre l’altro versante: colonna di fumo visibile da chilometri. I mezzi aerei tornati in azione sulle Rocche
L’AQUILA. Non c’è pace per il territorio aquilano, colpito purtroppo da diversi incendi molto vasti che hanno interessato i territori di Rocca di Mezzo, prima, e di Lucoli, poi, con il fuoco che pericolosamente ha raggiunto anche il territorio di Roio scavalcando la montagna e, in particolare, la località di Valle Cama. Il fronte principale rimane quello di Lucoli, di Prato Lonaro, con le fiamme che, a causa del vento caldo, si sono andate via via spostando sia verso Casamaina (ora su quel fronte, però, la situazione sembra essere sotto controllo) che verso Lucoli Alto dove le fiamme, purtroppo, si sono avvicinate pericolosamente al centro abitato, arrivando poi via montagna fino a Roio, alimentate dal vento caldo.
Sono intervenute inizialmente due squadre della Protezione civile regionale più un mezzo per rifornire la vasca, il Lince, con una squadra operativa anche a Rocca di Mezzo. Vista la situazione è stata fatta subito richiesta per far intervenire il Canadair. Il fuoco ha ripreso vigore e la situazione più grave si registra sicuramente a Lucoli. Qui, in prima battuta, dopo due giorni di lavoro, il rogo era stato dichiarato spento, si è poi rialimentato a causa delle piante con la resina e della cenere calda – si tratta di una zona piena di vegetazione – e piano piano è sceso. Si sono dovute riattivare subito tutte le procedure, ma, ad ogni modo, la zona è stata sempre monitorata in questi giorni, come fanno sapere dalla Protezione Civile. A Prato Lonaro ci sono anche diverse case turistiche che, però, non sono state minacciate dalle fiamme direttamente, nonostante la grande paura da parte di chi le occupa.
Ma tutti i cittadini, e anche il sindaco Michelangelo Peretti, stanno vivendo con grande apprensione l’evoluzione della situazione da giorni, con il fuoco che è avanzato pericolosamente verso Lucoli Alto. I turisti – perché il paese è pieno in questi giorni – sono davvero spaventati dalla situazione. Sia a Rocca di Mezzo sia a Lucoli la Protezione civile aveva lasciato dei presìdi notturni, ma la situazione non è rientrata affatto, anche a causa delle altissime temperature che rendono tutto più complesso. Anche a Rocca di Mezzo l’incendio non può dirsi concluso. Dalle 7 del mattino è stato operativo un mezzo aereo perché già c’erano delle fumarole, quindi è intervenuta subito una squadra di Protezione civile e poi anche i vigili del fuoco hanno dato supporto.
L’aspetto preoccupante è pure l’estensione: quello di Lucoli è molto vasto, ha coinvolto circa 200 ettari, forse qualcosa in più. L’incendio di Rocca di Mezzo ha interessato invece circa 30 ettari di vegetazione anche se si sta estendendo nell’area colpita, distruggendo ginepri, arbusti e macchia montana, ma raggiungendo successivamente alcuni nuclei di faggio. Le indagini per capire come i roghi siano partiti vanno avanti. Per quello di Rocca di Mezzo si ipotizza che sia partito da un barbecue. Fatto sta che lo scenario è davvero complesso e il forte caldo non aiuta. Fondamentale, in tutto questo, è anche l’apporto delle squadre di volontari della Protezione civile di varie associazioni che stanno fornendo un lavoro importantissimo affinché si possa cominciare a far rientrare la situazione nella normalità.
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