Il saluto ai parrocchiani dopo la via Crucis

Il sacerdote ha voluto comunicare direttamente ai fedeli che avrebbe lasciato Civita di Bagno
L’AQUILA. Ha voluto comunicare la notizia ai suoi parrocchiani di Civita di Bagno prima che la Curia diffondesse il comunicato ufficiale. E’ accaduto venerdì sera nella chiesa provvisoria di Civita di Bagno, che si trova vicina a quella resa inagibile dal terremoto (che come è noto sorge a fianco all’antica cattedrale di Forcona i cui resti sono ancora ben visibili). Era appena terminata la via Crucis e anche don Luigi ha voluto salire il suo Golgota. D’intesa con il cancelliere della Curia don Sergio Maggioni (che era insieme a lui) ha detto ai fedeli presenti (una ventina) che da sabato – cioè da ieri – non sarebbe più stato il parroco di Civita di Bagno. Ne è seguito un momento di forte commozione per tutti. Qualcuno ha provato anche a dirgli: non ci lasciare, resta con noi. Ma la decisione era ormai presa. Ancora qualche stretta di mano, promesse di «rivederci» e poi don Luigi si è allontanato nella notte dentro i suoi mille pensieri. Un attestato di solidarietà a don Luigi è arrivato ieri sera anche da un gruppo di giovani di Camarda (il sacerdote era rettore del santuario di San Pietro della Ienca). «Al di là delle recenti notizie, riguardanti il nostro sacerdote, volevamo scagliare una pietra in suo favore», scrivono i giovani, «don Luigi è stato, ed è tuttora, l’unica persona che supporta le attività giovanili nel nostro territorio. Fin dal primo momento del suo arrivo a San Pietro, ci ha coinvolti nelle attività ecclesiastiche e ludiche legate alla chiesa del Borgo, facendoci rivivere il paese che è stato dei nostri genitori e, prima, dei nostri nonni (San Pietro di Camarda). Ha fatto tornare il buon umore anche tra i più anziani, che, negli ultimi anni, si sono sentiti "rapiti" lontani come sono dal vecchio borgo. In estate abbiamo organizzato, insieme a lui, una festa a San Pietro, coinvolgendo, interamente il paese di Camarda. In procinto ce ne sono altre, per creare coesione ed entusiasmo tra le persone. Avevamo, e abbiamo tuttora intenzione di far nascere un "gruppo giovani" e metterci in comunione con gruppi di ragazzi in tutto il mondo per creare movimenti ecclesiastici che oggi stanno scomparendo. Faremo una petizione per far restare il parroco tra noi, sperando in un riscontro positivo della popolazione, perché una persona come lui è difficile trovarla».

