«Il Santo Graal? È in Abruzzo»

18 Febbraio 2016

Parla Don Panoz, l’imprenditore statunitense con origini marsicane

L’AQUILA. Il suo intervento ha catalizzato l’attenzione della platea. Don Panoz è un personaggio. Simpatico, intraprendente, con il pallino dei motori, ma anche del business, e con una storia alle spalle degna di un film. Suo padre, Eugenio Panunzi, originario di Avezzano, è uno dei tanti immigrati abruzzesi, che hanno lasciato l’Italia e si sono imbarcati per gli Stati Uniti, in cerca del sogno americano. Campione di box, il papà cambiò il suo nome in Panoz e quel sogno l’ha realizzato. Il figlio è poi diventato un imprenditore nel campo farmaceutico, proprietario di una scuderia di auto da corsa. Si è innamorato di un progetto di automotive, elaborato dall’Università della Georgia.

E ha sentito il richiamo delle radici, fiutando, ma non lo nasconde, anche l’affare: in Abruzzo c’è un pezzo del suo cuore, ci sono gli incentivi, e pure le professionalità di cui ha bisogno. È qui, nel capoluogo di regione, che vuole aprire il suo stabilimento, dando lavoro, in una prima fase, a 100 persone, che diventeranno 350 nell’arco di cinque anni. L’operazione, con un investimento che oscilla tra i 23 e i 35 milioni di euro e denominata Brio Ev, è già all’esame di Invitalia e prevede la costruzione, con un brevetto esclusivo, di motori elettrici di nuova generazione e di veicoli innovativi «in grado di far vedere la polvere anche alle Ferrari», sentenzia Panoz strappando un fragoroso applauso. Il progetto intende legare la produzione alla ricerca, dallo stabilimento aquilano usciranno motori con prestazioni elevate a costi bassissimi, ma anche auto interamente elettriche, non ibride. Già intessuta la fitta rete di relazioni istituzionali, dopo una serie di incontri con i vertici di Confindustria, il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, l’Università dell’Aquila, gli imprenditori e parenti Mario e Pierluigi Panunzi, che sono il suo “gancio” con l’Abruzzo. L’area dove sarà realizzato il sito potrebbe essere individuata nel nucleo industriale di Pile o Bazzano: «Abbiamo visionato tre immobili», spiega l’imprenditore statunitense, «e vogliamo essere pronti al più presto. Portiamo le nostre idee e le nostre tecnologie, ma qui troviamo grandi ingegneri che provengono dall’Università aquilana. I miei collaboratori mi hanno confermato che ci sono professionalità all’altezza degli altri territori che hanno visitato. E poi ci sono anche gli incentivi, che non fanno mai male, quando si tratta di business». È un sognatore, ma anche un uomo concreto, Don Panoz, che vuole lavorare con persone competenti.

E che nel suo stabilimento vuole anche tante donne: «Il 35% del personale sarà rappresentato da ingegneri e figure specializzate», sottolinea, «e il 40% delle assunzioni riguarderà donne. Sono sicuro di aver trovato in Abruzzo il mio Santo Graal». (r.s)

©RIPRODUZIONE RISERVATA