Il Senato approva, sindaci in rivolta

17 Novembre 2017

Soppressione Utr, si teme «il blocco totale della ricostruzione post-sisma». Chiesto un incontro al commissario De Micheli

L’AQUILA. I sindaci del cratere sismico dicono no alla soppressione degli otto uffici territoriali per la ricostruzione. Il tavolo di coordinamento, che si è riunito con urgenza a Fossa, parla di «scelta calata dall’alto», e annuncia la mobilitazione, dopo la decisione del commissario Paola De Micheli che, con un emendamento al decreto fiscale approvato ieri in Senato, vuole abolire gli Utr, con il trasferimento di tutte le competenze all’Usrc, guidato da Paolo Esposito, a partire da maggio del 2018. Nell’ufficio centrale confluirà anche il personale ora dislocato negli uffici periferici. I sindaci chiedono lo stralcio immediato del comma «che colpisce la ricostruzione» e un incontro la Micheli.
MAXIEMENDAMENTO. Ecco tutti i provvedimenti contenuti nell’emendamento al decreto fiscale. In primis si propone di prorogare al 31 dicembre 2023 l’utilizzo del personale assunto a tempo indeterminato con il cosiddetto concorsone per la ricostruzione. Ci si occupa anche dell’edilizia scolastica, prevedendo la possibilità di attuare gli interventi di riparazione e ricostruzione degli immobili adibiti ad uso scolastico e universitario (entro il 31 dicembre 2019 fino ai limiti della soglia di rilievo europeo) applicando le procedure negoziate. Il comma 32 è quello contestato dai sindaci, in cui si stabilisce la soppressione degli Utr. Si parla invece della white list delle imprese impegnate nella ricostruzione al comma 33, che prevede l’istituzione di una sezione speciale dell’anagrafe antimafia, nella quale far confluire gli elenchi degli operatori. Il comma 34 propone di estendere anche ai Comuni danneggiati dal sisma del 2009 la priorità nella concessione di spazi finanziari. Circa il personale assunto a tempo determinato tramite concorso, impiegato negli uffici speciali, si propone la proroga dei contratti fino al 31 dicembre 2020. Anche per il personale assunto a tempo in base alla normativa emergenziale è prevista la proroga fino al 31 dicembre 2020. I commi 39 e 40 attribuiscono ai comuni del cratere, escluso il capoluogo, che hanno approvato il piano di ricostruzione, la facoltà di poter programmare interventi per la riqualificazione degli spazi pubblici e della rete viaria, oltre alla messa in sicurezza del territorio e delle cavità danneggiate o rese instabili e al miglioramento di infrastrutture e servizi. Infine, si prevede l’obbligo, per gli assegnatari di alloggi di società cooperativa a proprietà indivisa, adibiti ad abitazione principale alla data del sisma, che hanno già beneficiato del contributo, di cedere al Comune i diritti inerenti la partecipazione alla ricostruzione del complesso edilizio della cooperativa.
SINDACI. Il rischio temuto dai sindaci è «il blocco totale della ricostruzione post-sisma: blocco della ricostruzione privata, della ricostruzione pubblica, dei sottoservizi, dei piani di sviluppo, dei piani strategici condivisi nelle diverse aree omogenee». Secondo il tavolo di coordinamento, «i sindaci sono stati completamente privati della loro funzione innata, che è quella di rappresentare i territori che hanno l’onore e l’onere di amministrare secondo il mandato conferito loro dai cittadini. Invece ora tutte le competenze degli uffici territoriali sono stati trasferiti ad una sola struttura, creando un accentramento di potere e funzioni in capo a un solo soggetto».
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