Il senegalese rischia la simulazione di reato

15 Febbraio 2020

Aggressione razziale inventata, il pm valuta la posizione di Camara. Solidarietà dal Meet Up Amici di Grillo

SULMONA. Con molta probabilità la vicenda di Sadio Camara, 28 anni, non sarà archiviata. È intenzione del sostituto procuratore Stefano Iafolla, che fin dal primo momento ha diretto le indagini portate avanti dalla squadra anticrimine del commissariato di Sulmona, di mettere sotto inchiesta il senegalese per simulazione di reato. L’uomo aveva denunciato un’aggressione a sfondo razziale, sfociata in un accoltellamento. Si è scoperto invece che si è trattato di un gesto autolesionistico. Intanto il caso continua a far parlare. «Nella storia del giovane immigrato Sadio Camara il movente razziale non solo era falso ma era stato strumentalizzato, con atteggiamento assolutamente deprecabile, da alcuni esponenti politici, per fini che nulla hanno a che vedere con la vera comprensione della realtà sociale vissuta da Sadio e da chi, come lui, è costretto ad affrontare ostacoli spesso insormontabili». Ad affermarlo è il Meet Up Amici di Beppe Grillo di Sulmona che punta il dito contro chi avrebbe strumentalizzato il caso, anche attraverso manifestazioni di piazza. «Esprimiamo vicinanza come la esprimemmo nei giorni in cui avvenne il fatto», affermano i Pentastellati, «perché ci eravamo subito resi conto, andando direttamente nei luoghi dove era stato accolto Sadio, delle condizioni reali in cui viveva, segnale di un possibile disagio umano. Fu, purtroppo, un gesto di sconforto quello di Sadio, per sua stessa ammissione, come si evince dalle indagini risoltesi in queste ore. Una coltellata con la quale mise a repentaglio la sua vita. Vogliamo essere vicini a Sadio come fratelli e non soltanto come un Paese che ospita uno straniero abbandonandolo a se stesso», proseguono dal Meet Up Amici di Beppe Grillo, «e gli saremo vicini cercando di capire come aiutarlo». (c.l.)
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