Il Siciliano più volte finito in carcere svolgeva lavori socialmente utili

6 Aprile 2017

L’ultima volta era stato arrestato nel luglio del 2014. Santo Felughi era stato portato in carcere dagli agenti del commissariato di polizia che avevano eseguito un’ordinanza emessa, su disposizione...

L’ultima volta era stato arrestato nel luglio del 2014. Santo Felughi era stato portato in carcere dagli agenti del commissariato di polizia che avevano eseguito un’ordinanza emessa, su disposizione della procura della Repubblica di Avezzano, dalla Corte di appello di Messina.

Il siciliano era stato rinchiuso nel carcere San Nicola di Avezzano per scontare sette anni per il reato di spaccio di stupefacenti in concorso.

Ma dopo un periodo in cella era tornato in libertà ed era sottoposto ad avviso orale del questore. Attualmente, Felughi era impiegato per i cosiddetti lavori socialmente utili, che svolgeva per conto di una ditta esterna al Comune di Avezzano.

Nel maggio 2014 Felughi si era presentato in Comune ad Avezzano con una bottiglia di benzina in una mano e un accendino nell’altra. «Fatemi parlare con qualcuno dell’amministrazione comunale, voglio un incontro con il sindaco, datemi un lavoro. O mi do fuoco» aveva minacciato il siciliano.

L’uomo era stato coinvolto anche nell’operazione della polizia “Eldorado” (nella foto), che aveva portato all’arresto di 11 persone per rapine in stile Arancia meccanica, furti, estorsioni, spaccio.

«Quiss è un cane arrabbiato pe’ se cose... quiss le rapine... lascia perde. Tutto quello che semo combinato, Trasacco, Luco, ma da solo è! Senza paura, porco di niente: tabaccai, gioiellerie, tutto da solo se fa, senza nisciuno. È freddo pe’ se cose». L’11 gennaio 2013 una “cimice” in casa di due coniugi di origine rom intercetta questa conversazione.

L’uomo venne anche arrestato per aver gettato una bomba carta nell’auto della polizia impegnata in un controllo.