Il sindacato chiede il garante dei detenuti

Nardella (Uil): l’iniziativa è estremamente importante anche per gli agenti di polizia penitenziaria
SULMONA. L’ultimo suicidio al carcere di Sulmona rimette al centro del dibattito le condizioni di vita dei detenuti e richiama l’attenzione sul garante dei detenuti. A scendere in campo per sollecitare la “creazione” di questa specifica figura nella regione è Mauro Nardella, vicesegretario regionale della Uil-polizia penitenziaria. Il consiglio regionale, nonostante le richieste arrivate da più parti, non ha ancora eletto il garante dei detenuti, che – secondo gli addetti ai lavori – sarebbe di grande aiuto nel risolvere i problemi penitenziari. «Affiancare alle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria professionisti che sposino la causa degli istituti di pena affinché diventino contenitori di diritti umani», afferma Nardella, «è cosa di estrema importanza. Ma nulla si sta facendo. L’assordante silenzio nel quale sembra essere ricaduto l’argomento, ci si augura che non rappresenti un modo attraverso il quale voler gettare nel completo oblìo una politica necessaria per il bene evocato dall’articolo 27 della Costituzione. Chi ci rimette, a mio modesto e personale parere, è anche e soprattutto il benessere di colleghi frequentemente oggetto di aggressioni, invettive, insulti e costretti a vivere in strutture spesso fatiscenti e per nulla rispondenti ai criteri di umanizzazione». Il garante dei detenuti lavorerebbe in collaborazione coi sindacati e il personale degli istituti di pena. (f.p.)
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