Il sindacato difende gli agenti candidati

16 Giugno 2017

SULMONA. «Molte sono state, così come accade da diversi anni a questa parte, le critiche avanzate nei confronti di esponenti delle forze dell’ordine candidati alle elezioni. Dobbiamo comunque dire...

SULMONA. «Molte sono state, così come accade da diversi anni a questa parte, le critiche avanzate nei confronti di esponenti delle forze dell’ordine candidati alle elezioni. Dobbiamo comunque dire che ciò avviene, in diverse circostanze, in maniera del tutto ingiustificata». Ad affermarlo è Mauro Nardella, segretario generale territoriale Uil-Polizia penitenziaria.
«Non tutti sanno che ciò che è stato fatto dagli agenti candidati è totalmente legale e quindi non si giustifica l’attacco, che è frutto dell’onda emotiva suscitata dalle dichiarazioni del neo-eletto sindaco di Alfedena rivolte anche ai colleghi della Polizia di Stato. Esiste una legge, la 121/81, infatti, che da un lato consente a tutti i poliziotti d’Italia di candidarsi. E dall’altro, invece, impone agli stessi di non poter effettuare la campagna elettorale allo stesso modo dei restanti cittadini italiani. Sembrerà strano», continua Nardella, «ma in virtù di questo disposto, paradossalmente, i veri discriminati sono proprio gli uomini in divisa atteso che gli viene fatto obbligo, così come non accade nei confronti di tutti gli altri, di non poter muoversi per la campagna elettorale e tutto questo perché non si vuole cambiare una legge atavica e non più rispondente alle attuali esigenze del Paese. La Uil, quindi», conclude Nardella, «invita tutti a evitare accuse e insulti. In caso contrario, chiederemo l’intervento dello studio legale della Uil che andremo a interessare anche in merito alle affermazioni rese dal neo-eletto sindaco di Civitella Alfedena Giancarlo Massimi sulle candidature, in questa tornata elettorale, di agenti di polizia». (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.