Il sindacato difende l’operato degli agenti

Minorenne perquisito, la federazione Silp Cgil Uil Polizia: «No a strumentalizzazioni e giudizi sommari»
SULMONA. «No a strumentalizzazioni sull’operato dei nostri colleghi». A scendere in campo, a difesa degli uomini del commissariato di Sulmona, in relazione alla perquisizione operata lo scorso 14 febbraio nei confronti di un ragazzo minorenne, è la federazione sindacale Silp Cgil Uil Polizia. «In ossequio ai principi di legalità e professionalità che da sempre contraddistinguono il quotidiano impegno lavorativo di tutti gli uomini e le donne della polizia», scrive la federazione sindacale, «riteniamo irricevibile qualsivoglia lettura dei fatti che intenda dare un giudizio, addirittura, esprimere sommarie sentenze nei confronti dei poliziotti che ogni giorno mettono a repentaglio la propria incolumità per la tutela e la sicurezza dei cittadini, senza aver doverosamente atteso le valutazioni dei competenti organi della magistratura». Il fatto a cui si fa riferimento è la perquisizione del 13enne di Sulmona, affetto da patologie invalidanti, eseguita nel commissariato di Sulmona e sulla quale il procuratore Giuseppe Bellelli ha avviato un’inchiesta tesa ad accertare eventuali responsabilità. La segreteria provinciale della federazione sindacale invita «a non dare giudizi affrettati, trasmettendo un’immagine poco edificante del commissariato di pubblica sicurezza di Sulmona. Vogliamo sottolineare a chiare note e senza fraintendimento alcuno, come richiesto con forza dai nostri colleghi, l’impegno quotidianamente profuso a tutela della legalità e della sicurezza pubblica, senza il quale i cittadini tutti non avrebbero la necessaria tranquillità. Nel prendere atto delle rassicuranti parole espresse sulla vicenda dal questore dell’Aquila, sia a ratifica dell’operato del personale sia a garanzia delle procedure attuate a tutela dei diritti del minore, esprimiamo sentimenti di vicinanza a tutte le parti coinvolte nella vicenda essendo certi che, anche in questa circostanza, gli organi competenti sapranno dare le appropriate risposte».
I fatti fanno riferimento alla denuncia presentata in Procura dalla madre del minore nella quale si parla di un presunto comportamento vessatorio da parte degli agenti nei confronti del ragazzo e di umiliazioni che gli sarebbero state inflitte nel corso di una perquisizione all’interno del commissariato. Il reato ipotizzato è perquisizione e ispezione personali arbitrarie commesse da un pubblico ufficiale abusando dei propri poteri. Sulla vicenda è intervenuta anche Stefania Pezzopane con un’interrogazione parlamentare in cui chiede che venga fatta al più presto luce sulla vicenda. (c.l.)
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