Il sindaco Biondi: «Immane perdita»

14 Febbraio 2018

Unanime il cordoglio del mondo politico cittadino. «La notizia di questa immane perdita per la nostra città e per tutto il mondo della cultura ci trova impreparati, costernati e profondamente colpiti»...

Unanime il cordoglio del mondo politico cittadino. «La notizia di questa immane perdita per la nostra città e per tutto il mondo della cultura ci trova impreparati, costernati e profondamente colpiti», dice il sindaco Pierluigi Biondi. «Clementi è stato colonna portante del nostro Ateneo, quale professore ordinario di Storia medievale, e un esponente di spicco della comunità scientifica. Storico appassionato, scrupoloso, rigoroso nella ricerca quanto brillante nell’esposizione. Il suo contributo agli studi di abruzzesistica è stato di enorme portata. Fu tra i firmatari dell’Atto Costitutivo del Teatro stabile, nel 1963, ed era solito ricordare con lucidità, entusiasmo e nostalgia quegli anni straordinari di fermento e vivacità culturale della città. Anni in cui, da frequentatore abituale della Biblioteca provinciale, era solito incontrare Ignazio Silone, a sua volta presenza frequente nella Tommasiana. È di pochi anni fa», ha ricordato il sindaco, «un suo straordinario intervento sul Tg2, quando, felice e commosso, accompagnò il cronista a visitare Palazzo Pica, dove si trovava la casa nella quale aveva sempre vissuto». La senatrice Stefania Pezzopane parla di «perdita grave e dolorosa». «Il prof Clementi è stato un importante punto di riferimento. Profondo conoscitore e attento studioso, ha dato un contributo eccezionale agli studi sulla nostra regione. Oltre a essere uno straordinario studioso, è stato per decenni un divulgatore di conoscenza, di storia e di identità culturale. Sono vicina ai suoi familiari». L’ex sindaco Massimo Cialente parla di «grande dolore.
Scompare uno dei maestri della mia vita. Gli anni del suo insegnamento allo Scientifico sono stati per me decisivi. Profondamente democratico, con rigore e rispetto infinito – ci dava del Lei – ci ha insegnato a essere liberi, a essere sempre critici, ma soprattutto che l’impegno civile era un dovere, com’era un dovere studiare, leggere, sapere».