Il sindaco Biondi sarà presente alle cerimonie per i Nove Martiri

Il Comune annuncia il programma delle celebrazioni, con l’omaggio nella caserma Pasquali-Campomizzi Prevista un’iniziativa anche nel piazzale dell’istituto d’Aosta in ricordo dello studente Fernando Della Torre
L’AQUILA. In occasione del 78° anniversario dell’eccidio, domani la municipalità aquilana renderà omaggio alla memoria dei Nove martiri aquilani: Bruno D’Inzillo, Berardino Di Mario, Fernando Della Torre, Carmine Mancini, Giorgio Scimia, Francesco Colaiuda, Anteo Alleva, Sante Marchetti e Pio Bartolini.
La cerimonia di commemorazione, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e delle maggiori autorità locali, si terrà nella caserma Pasquali-Campomizzi, con inizio alle 9, nel luogo in cui i giovani aquilani, tutti tra i 17 e i 21 anni, furono trucidati il 23 settembre 1943, «dopo essere stati catturati nel corso di un rastrellamento a Collebrincioni», ricordano dal Comune, «nel tentativo di opporsi all’invasione tedesca durante la Seconda guerra mondiale».
Le celebrazioni proseguiranno, alle 9,30, nel piazzale antistante l’Istituto di istruzione superiore “Amedeo di Savoia Duca d’Aosta”, in via Acquasanta 5, in ricordo di Fernando Della Torre, martire e studente diplomatosi al Regio Istituto Industriale. La cerimonia si svolgerà alla presenza di una rappresentanza degli istituti superiori aquilani e delle maggiori autorità locali e prevede la deposizione di una corona.
L’eccidio dei Nove Martiri aquilani è l’episodio più atroce avvenuto in città nelle prime settimane dell’occupazione tedesca. La strage avvenne il 23 settembre 1943 anche se i corpi delle giovani vittime furono trovati solo nel giugno del 1944 dopo la liberazione della città. In quello stesso giorno, 23 settembre del 1943, a cadere sotto i colpi di arma da fuoco da parte di militari tedeschi fu anche un prigioniero inglese che, ferito gravemente, morì in ospedale. Le autorità sanitarie ebbero difficoltà a dare un nome al defunto in quanto nessuno lo conosceva. Fu chiamato un fotografo aquilano, Igino Carli, che scattò delle immagini del volto del cadavere, immagini che furono poi inviate alle autorità tedesche affinché fosse identificato. Con una nota datata “Lager 78, 2 ottobre 1943” i tedeschi riferirono che si trattava di J.Mc Clean soldato della “Royal Artillery”. Fu sepolto all’Aquila e anche il fascicolo relativo all’indagine sulla sua morte è finito nel “faldone della vergogna” ricomparso di recente.

