«Il sindaco chieda scusa per il suo gesto e si dimetta»
L’AQUILA. Il cartello “L’Aquila libera”, che raccoglie movimenti e cittadini che hanno aderito al sit-in nel corso della visita di Salvini, chiede le scuse e le dimissioni del sindaco. «Salvini»,...
L’AQUILA. Il cartello “L’Aquila libera”, che raccoglie movimenti e cittadini che hanno aderito al sit-in nel corso della visita di Salvini, chiede le scuse e le dimissioni del sindaco. «Salvini», scrivono gli aderenti alla mobilitazione, «ha tentato di trasformare la Fiera in un’occasione di campagna elettorale. Il suo disegno era di spacciare la folla di persone tradizionalmente presenti tra le bancarelle per suoi sostenitori, accorsi di proposito per acclamarlo in massa. Ma non è andata come lui sperava. In primo luogo, perché quello di Salvini è stato tutt’altro che un “bagno di folla”, come dimostrano le poche decine di persone che lo hanno aspettato su via Sallustio, dove non si è mai presentato, o le poche centinaia presenti al comizio della Villa. I piani di Salvini sono falliti perché una contestazione spontanea di oltre 100 persone ha evitato che la squallida passerella avesse luogo. Un ministro che non fa altro che farsi i selfie, e al contempo è protagonista di provvedimenti lesivi della dignità umana, della convivenza tra popoli, dei princìpi democratici di libera espressione del dissenso. Un ministro che promette più sicurezza, ma che al contrario crea nuova insicurezza sociale. Mentre la contestazione dura, ma pacifica, contro Salvini procedeva senza particolari disordini, il sindaco Biondi», proseguono, «venendo meno al contegno imposto dall’esercizio delle funzioni, ha oltrepassato il cordone della polizia e si è avvicinato ai manifestanti per provocarli. All’accusa di uno di loro, che gli imputava la corresponsabilità, condivisa con la precedente giunta, di aver distrutto L’Aquila, ha perso la testa e si è reso protagonista di un gesto grave. Come testimoniano i video, ha colpito il manifestante con una manata e lo ha poi spintonato».

