Il sindaco contro il garante della privacy

«Ha bloccato la collaborazione tra Comune e Asl per il tracciamento Covid, una decisione gravissima»
L’AQUILA. Si rivolgerà direttamente al premier Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza. È veemente la reazione del sindaco Pierluigi Biondi all’annuncio che il garante della privacy ha bloccato la collaborazione fornita da operatori comunali del Sed alla Asl per tracciamento dei cittadini sottoposti a sorveglianza per il contagio da coronavirus.
«Una decisione gravissima», la definisce il primo cittadino, «da un lato c’è il Comune che, rispondendo a una richiesta dell’azienda sanitaria, mette a disposizione quattro dipendenti del Servizio elaborazione dati per contribuire a implementare l’attività del call center del Dipartimento di prevenzione, che sta compiendo uno sforzo titanico per agevolare l’attività di contact tracing di persone positive o in isolamento domiciliare. Dall’altro, una burocrazia cieca e sorda alle esigenze di un territorio alle prese con la pandemia respinge una simile opportunità per motivi legati alla riservatezza dei dati che i due enti andrebbero a integrare per una più incisiva e penetrante azione di monitoraggio».
Biondi sottolinea un’incongruenza connessa alla decisione contestata. «È curioso come gli uffici del Garante si siano interessati su un provvedimento annunciato solo qualche giorno fa, bloccandolo tempestivamente», sottolinea, «mentre sono mesi che attendiamo una risposta sull’accordo siglato con Lottomatica che consentirebbe alle persone di ottenere certificati e documenti dell’ufficio anagrafe nelle tabaccherie. I nostri uffici hanno formulato ripetuti solleciti e richieste di parere cadute nel vuoto». Il sindaco ricorda i passaggi della vicenda.
«A settembre il ministero dell’interno ci ha informato che già da maggio è stata inviata una relazione alle strutture del Garante che nessuno ha avuto il tempo ancora di leggere», afferma, «in un momento di piena emergenza, in cui le persone, specie le più anziane, sono invitate a uscire il meno possibile s’impedisce, per inerzia e pigrizia amministrativa, di attuare un’intesa che agevolerebbe la vita degli utenti e sgraverebbe il carico di lavoro negli uffici». Per il sindaco si tratta di «un atteggiamento inaccettabile» che richiede una risposta istituzionale ai massimi livelli.
«Denuncerò al presidente del consiglio Giuseppe Conte, e al ministero della Salute Roberto Speranza», annuncia il primo cittadino, «questa situazione che aggrava il disagio del sistema sanitario locale e della città che a ottobre ha registrato un incremento importante dei contagi, e vede tutte le istituzioni locali impegnate in prima linea per arginare l’avanzata della pandemia».
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