Il sindaco Di Marco Testa: «C’è onestà, basta sospetti»

6 Dicembre 2015

Chiede di essere ascoltato dal pm e respinge le accuse: la città merita rispetto Il suo avvocato: «Ad Avezzano un’acquisizione al mese, ma lì altri investigatori»

TAGLIACOZZO. «Se gli amministratori sbagliano vanno cacciati a calci in c... Ma la nostra amministrazione è basata su onestà e legalità. Non abbiamo mai usufruito di auto, non abbiamo telefoni di servizio, paghiamo i rinfreschi esterni ricorrendo alle mancette come fanno i bambini».

Il sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, alza uno scudo difensivo sul suo Comune finito al centro di un’inchiesta della Procura di Avezzano. Il primo cittadino, indagato insieme ad altre quattro persone per presunte irregolarità nella gestione di appalti e consulenze, si mostra sereno durante una conferenza convocata in municipio. Al suo fianco siedono il vicesindaco Angelo Poggiogalle, gli assessori Ezio Rubeo, Antonio Amicucci, Gabriele Venturini, il presidente del consiglio comunale Paolo Rapo e il consigliere Maria Antenucci.

«I giornalisti hanno diritto di scrivere perché la gente ha diritto di sapere», evidenzia Di Marco Testa, «chi mi conosce sa che da 35 anni servo lo Stato (il sindaco è luogotentente della Guardia di finanza, ndr). Conosco le regole. Ma alcuni fatti tra loro concordanti mi fanno sorgere dei dubbi. Al momento delle acquisizioni in Comune la stampa era già presente, i carabinieri scendevano e la stampa faceva le foto. Chiedo rispetto. Ed è mia intenzione portare serenità in un momento in cui c’è un’indagine preliminare, senza interferenze. Fino a questo momento non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Le accuse sono tutte da accertare e il tempo dirà come stanno le cose. Chi ha un ruolo pubblico deve essere oggetto di attenzione da parte di tutti, 24 ore al giorno. Ma teniamo fuori le famiglie da questa vicenda. Non ce l’ho con i carabinieri o con la magistratura perché l’acquisizione di documenti è garanzia. Se ci sono responsabilità emergeranno. Potete rigirarmi come un calzino. La gente mi ferma per strada e mi chiede: sono attacchi politici? Non so. Il 27 ottobre ho fatto istanza al dottor Savelli (il pm che ha aperto l’inchiesta, ndr) di presentazione spontanea al fine di rendere un interrogatorio. Questi fatti turbano la serenità. La città di Tagliacozzo non merita questo ciarlare. Sono pronto a fornire chiarimenti, così come tutta la mia squadra. Perché è nostro dovere rispondere».

Una delle acquisizioni di atti ha riguardato anche alcuni lavori eseguiti in un ristorante di proprietà della famiglia del sindaco.

«L’ultima richiesta di lavori al Comune è stata fatta nel 2008 quando il mio ingresso in politica non stava scritto da nessuna parte», afferma Di Marco Testa. Oltre a Di Marco Testa, l’indagine riguarda finora Anna Calzetta, responsabile dell’Ufficio urbanistico, l’architetto Carlo Tellone, l’ex segretario comunale Giampiero Attili e l’imprenditore Franco Pasquini. Ma i sospetti della magistratura si concentrano su altre quattro persone, fra i quali un politico.

L’avvocato Roberto Verdecchia, che assiste Di Marco Testa e che è anche assessore al Comune di Avezzano, ha criticato l’operato dei carabinieri della compagnia di Tagliacozzo parlando di «spettacolarizzazione» delle azioni: «Ad Avezzano acquisizioni di atti ci sono ogni mese, ma forse lì ci sono altre forze dell’ordine».

L’architetto Tellone, assistito dall’avvocato Antonio Milo, chiede di essere ascoltato dal pm «per arrivare a una rapida e sollecita archiviazione» ed evidenzia di avere «sempre agito con professionalità».

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