Il sindaco: «Difendiamo le nostre suore»

Corfinio, oggi il consiglio. Contestabile: chiederemo al Vaticano di fare restare la struttura religiosa
CORFINIO. Giornata cruciale per la permanenza del convento delle monache di clausura nella cattedrale di San Pelino a Corfinio. Questa sera alle 18, infatti, è in programma il consiglio comunale in cui si parlerà proprio della notizia che negli ultimi giorni ha portato sconforto e sconcerto nella tranquilla comunità peligna. Dopo i chiarimenti portati sulla vicenda dalla madre superiora della Federazione delle suore Visitandine, la quale ha rivelato che il monastero di Corfinio non è stato eretto canonicamente, e quindi non esiste, a Corfinio si continua a parlare di un unico argomento. «Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per trattenere le nostre suore nel convento annesso alla cattedrale», afferma il sindaco Romeo Contestabile, «esiste un legame molto forte tra loro e la nostra comunità e non vogliamo assolutamente che sia reciso. Sono trent’anni che esiste il convento e chiederemo alla Santa Sede di sistemare le carte affinché sia la struttura religiosa che le sorelle che la rendono viva, possano restare lì dove sono ormai da tre decenni».
Intanto, sulla vicenda è intervenuta l’associazione Ripensiamo il territorio con la proposta indirizzata al sindaco di Corfinio e al vescovo di Sulmona, Michele Fusco, di trasformare il convento in una scuola di formazione per classi dirigenti riservata ai giovani del Centro Abruzzo.
«Sulla scia delle iniziative passate e guardando alla soluzione del problema creatosi e drammaticamente posto», scrive il presidente di Ripensiamo il territorio, Antonio De Luca, «ci chiediamo se non sia il caso di trasformare il problema in una opportunità per rendere il locus conventuale in qualcosa che sia un sogno strategico comune limitato non solo a Corfinio, ma espanso per tutte le aree interne peligne e non, ridando futuro e valore al Convento in una sua conversione moderna di aiuto a tutti i diocesani. E tale opportunità potrebbe agganciarsi a un progetto cantierabile, perché no, agli sviluppi attesi dal Recovery plan. Se ci attivassimo in tal senso con partner e categorie del territorio», conclude De Luca, «come ad esempio Bcc Pratola, Ance, Dmc, Confindustria, Cna, sindacati, dirigenti scolastici, Ordini vari, dai commercialisti ai medici, e lanciassimo questo grande centro scuola di formazione, questa accademia, utile per tutta l’area vasta del Centro Abruzzo?». (c.l.)
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