Il sindaco: «Disponibile a riscriverla». D’Eramo (Lega): «Scatola vuota». Il Pd la difende
Raffica di reazioni alla legge bocciata. Per il sindaco Pierluigi Biondi si trattava «di una norma scritta male e fatta per scopi propagandistici e funzionali alle Regionali del febbraio scorso....
Raffica di reazioni alla legge bocciata. Per il sindaco Pierluigi Biondi si trattava «di una norma scritta male e fatta per scopi propagandistici e funzionali alle Regionali del febbraio scorso. Esistono, però, spazi di manovra per recuperare le somme provenienti dal gettito del bollo auto, quasi 800mila euro. Mi rendo disponibile a contribuire alla stesura di un nuovo testo, qualora il Consiglio regionale intendesse adottarne uno nuovo». Per l’ex consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci, che volle fortemente la legge, «il problema riguarda la copertura finanziaria perché ci siamo trovati a cavallo delle Regionali. A dicembre 2018 avevamo trovato la copertura e bisognava riunire il Consiglio tra gennaio e febbraio 2019 per la copertura 2020 e 2021. Cosa che non è stata possibile per le elezioni fissate al 10 febbraio. La legge, purtroppo, è stata ostacolata nei modi più beceri, visto che l’ho presentata nel 2014 ed è stata approvata solo nel 2019». Per il coordinatore regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, «gli esponenti Pd si affrettarono a definire quella legge storica. Oggi abbiamo una risposta: sì, sarà ricordata come storica, ma solo perché costituirà una pietra miliare nella lotta alla politica delle promesse, degli annunci, delle scatole vuote, dell’approssimazione».Duro anche il vicepresidente vicario in Consiglio regionale, Roberto Santangelo: «L’Aquila e il territorio non hanno bisogno di leggi spot, né di venditori di fumo, ma i cittadini hanno urgenza di interventi legislativi che abbiano la necessaria copertura economica e finanziaria». Per Camillo D’Alessandro (Italia Viva), «il centrodestra decida se ritiene necessaria e opportuna una legge sul capoluogo di regione o no». Il segretario del Pd Abruzzo Michele Fina: «Ora dica la destra se il capoluogo, in virtù e a causa dei maggiori oneri e responsabilità che gli spettano in quanto centro amministrativo della regione, non abbia diritto a una quota aggiuntiva di risorse». (g.p.)

