Il sindaco la spunta, la Cosimati si salva

De Angelis rimpasta la giunta: l’8 maggio il nuovo esecutivo. Il voto di sfiducia al presidente del consiglio finisce 11 a 11
AVEZZANO. Prima la prova di fedeltà palese in aula dei "malpancisti", con il no al voto di sfiducia alla presidente Iride Cosimati, finito 11 a 11, e il sì alla variazione di bilancio da 1 milione 350 mila euro ritenuta illegittima dalla minoranza. Poi, l'annuncio finale che ha fatto rilassare Alessandro Barbonetti: il sindaco, Gabriele De Angelis, è pronto a pagare la “cambiale politica” presentata dai 4 consiglieri di Responsabilità civica, Alessandro Pierleoni, Maria Antonietta Dominici, Vincenzo Ridolfi e Donato Aratari – ieri assente giustificato – per ridare pari dignità ai vari gruppi e nuovi impulsi all'azione amministrativa.
«A seguito della composizione di nuovi gruppi consiliari», ha affermato De Angelis, al termine del lungo consiglio con la minoranza all'attacco e la maggioranza silente, «è necessario procedere a una riorganizzazione dell'organo esecutivo i cui lavori inizieranno subito tenuto conto delle esigenze di azione amministrativa». Il patto faticosamente raggiunto dalle forze di governo della città in zona Cesarini, dopo la complicata serie di riunioni, arrivate più volte a un passo dalla rottura definitiva, fissa all'8 maggio la data ultima per rinnovare la giunta con le nuove deleghe. Responsabilità civica punta su Suap, Attività produttive, Promozione del territorio e Turismo, nonché sulla Cultura, «impegnandosi inderogabilmente a esprimere figure di genere alternate, quindi un uomo e una donna».
Il sindaco De Angelis ora guarda avanti con più fiducia. «Avvierò subito la fase di consultazione», afferma, «entro una settimana al massimo conto di definire il nuovo esecutivo di governo e ripartire». Qualcuno, però, dovrà pagare dazio: traballano le poltrone di Crescenzo Presutti e Felicia Mazzocchi, e rischia pure Chiara Colucci. Per il toto-ingressi invece tra i papabili ci sono Maria Antonietta Dominici o Pierluigi Di Stefano, mentre potrebbe tornare in sella Fabrizio Ridolfi.
Ma torniamo al consiglio dove la minoranza, con Nando Boccia, Gianni Di Pangrazio, Roberto Verdecchia, Mario Babbo, Cristian Carpineta, Francesco Eligi, Domenico Di Berardino e Gianfranco Gallese, non ha fatto sconti sia sulla presidenza del consiglio che sulla variazione di bilancio. Alla fine Iride Cosimati è stata salvata col voto palese, mentre la variazione di bilancio è stata approvata a maggioranza. «È stata l'ennesima brutta pagina per il Comune», afferma Di Pangrazio, «dove la presidente Cosimati ha perso l'occasione per dimettersi e sottoporsi al voto del consiglio legittimo, e il sindaco ha rabberciato una pseudo maggioranza per continuare a vivacchiare mentre la città muore».
L'avvocato Verdecchia, invece, punta il dito contro la «segretaria comunale, troppo approssimativa e con risposte generiche sui quesiti concreti posti dall'opposizione, nel silenzio assordante della maggioranza. Sarebbe il caso di riclassificare il Comune nella fascia che occupava».
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