Il sindaco: «Serve più personale, subito»

29 Novembre 2020

Casini incalza Regione e Asl con una diffida: «La situazione dell’ospedale è confusa e pericolosa»

SULMONA. L’emergenza Covid si fa sempre più pesante mentre la situazione all’interno dell’ospedale di Sulmona resta di assoluta precarietà. Dalla Asl il direttore sanitario Sabrina Cicogna fa sapere che «si sta procedendo secondo le comunicazioni del presidente Marsilio». Stufi di aspettare, il sindaco di Sulmona Annamaria Casini e altri 14 sindaci del Centro Abruzzo hanno inviato una diffida alla Regione e alla Asl affinché concretizzino gli interventi e le promesse annunciati dal governatore nel corso del sopralluogo di lunedì scorso. «Particolarmente grave appare, tra tutte, la situazione del Pronto soccorso», osserva il sindaco, «su cui continua a gravare la gestione di un’area Covid che, allestita in un’ala del Nuovo ospedale, non assume la configurazione di un reparto, benché occupi 12 posti letto con degenti positivi da diversi giorni in assenza di ricovero, ai quali vanno aggiunti 5/6 pazienti che mediamente continuano ad essere appoggiati nella zona del pretriage. Alcuni pazienti sembrerebbero necessitare di cure intensive per i quali resta ancora difficilissimo accedere ai posti della rete Covid regionale in assenza di una Centrale unica di smistamento dei ricoveri, come invece ho invocato più volte», ricorda Casini. «Né appare minimamente sufficiente rispetto all’emergenza», aggiunge poi, «l’invio dei medici in numero inferiore a quanto annunciato, in un contesto in cui i percorsi restano pericolosamente confusi con gravi rischi per i pazienti e il personale stesso. Ancora nessun potenziamento di personale si è visto, che supporti il servizio Prevenzione che oggi gestisca tracciamenti in corso e persone in sorveglianza attiva e avvii la campagna di vaccinazione. Non è stato prodotto ancora nessun atto nemmeno per la clinica San Raffaele», incalza il sindaco «che indichi una data di apertura e la certezza che i posti letto siano dedicati a decongestionare l’ospedale sulmonese. Pertanto», conclude, «a questo punto della grave situazione ormai non c’è più tempo per le parole, la sottoscritta intima e diffida ciascuno per le proprie competenze ad adottare ogni urgenza del caso». (c.l.)