Il sindaco si ribella: no a pazienti Covid

27 Marzo 2020

La bagarre per l’arrivo di 2 malati. Un lungo braccio di ferro con il manager Testa chiuso con il via libera a un solo ricovero

SULMONA. «Non vogliamo pazienti Covid nel nostro ospedale». Duro braccio di ferro tra il sindaco Annamaria Casini e i vertici dell’Asl e della Regione Abruzzo. Dopo la decisione dell’Asl di inviare due pazienti con coronavirus nell’ospedale di Sulmona, che non sarebbe attrezzato per accoglierli, il sindaco ha puntato i piedi tanto che fino a tarda sera i carabinieri hanno dovuto presidiare l’ospedale mentre era in corso una trattativa tra Casini, la consigliera regionale Marianna Scoccia e il manager dell’azienda sanitaria Roberto Testa. «In questo momento il nostro ospedale non è pronto per accogliere pazienti affetti da coronavirus», ha affermato con decisione il sindaco Casini appena appresa la notizia che l’Asl aveva assegnato due pazienti affetti da Covid-19, provenienti dal Santo Spirito di Pescara, all’ospedale di Sulmona.
«Questa struttura ha fatto già la sua parte ricoverando un paziente nell’unico posto a pressione negativa disponibile. Oggi ricoverare altri pazienti Covid nel reparto di Rianimazione significa infettare un’intera divisione e quindi l’intero ospedale mettendo a rischio la salute di personale e pazienti», spiega Casini. «La scorsa settimana il direttore sanitario dell’ospedale Tonio Di Biase ha chiesto di trasformare il reparto Utic in posti Covid. Non è stato fatto, preferendo dirottare i fondi in altri ospedali», incalza il sindaco, «ora si vogliono trasferire pazienti a Sulmona senza mettere il reparto in sicurezza. Se non sbaglio c’è un ospedale di primo livello, con un reparto per malattie infettive e con sei stanze a pressione negativa che è quello di Avezzano», conclude Casini. «Che utilizzino prima quello e poi semmai, dopo averlo messo in sicurezza, il nostro».
Nel tardo pomeriggio in ospedale sono arrivati anche i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni per controllare la situazione. E alla fine è stato dato il via libera al ricovero di un solo paziente, mentre l’altro è stato dirottato all’ospedale dell’Aquila. Intanto, mentre si decideva il da farsi, un cittadino sulmonese ha denunciato ai carabinieri il fatto che il padre non sarebbe stato sottoposto a intervento chirurgico urgente, previsto nel pomeriggio (ieri per chi legge), proprio per l’annunciato arrivo dei due pazienti affetti da Covid. E come se non bastasse, in mattinata era scoppiato un altro caso nella clinica San Raffaele dove otto operatori sanitari sono stati posti in isolamento domiciliare per essere entrati in contatto con la 40enne di Sulmona, ricoverata all’ospedale di Avezzano per sospetto coronavirus. Sempre nella clinica San Raffaele è stato effettuato un altro tampone su un’anziana ricoverata nella struttura da alcune settimane, proveniente da un ospedale lombardo.
Il sospetto di un contagio nel frattempo si è allargato anche ai genitori dell’infermiera, che ieri mattina sono stati ricoverati in ospedale per una polmonite.
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