Il Sole 24 Ore licenzia Scatta l’allarme a Carsoli

Previsti 103 esuberi in Italia, parte dei tagli colpirà lo stabilimento marsicano L’azienda: «Riorganizzare la produzione riducendo i costi del lavoro»
CARSOLI. Il Sole 24 Ore ha annunciato l’avvio di una procedura di licenziamento per 103 dipendenti del gruppo. Annuncio che agita il sonno anche dei circa 70 dipendenti dell’azienda di Carsoli, dove si trovano il centro stampa e distribuzione del quotidiano economico di Confindustria e anche uffici amministrativi. Carsoli, infatti, rientra nell’elenco dei siti dove sono previsti tagli, insieme a quelli di Roma e Milano. Il provvedimento è stato reso noto attraverso un comunicato che il Sole 24 Ore ha girato a tutti i dipendenti, indirizzandolo inoltre a sindacati e Rsu di grafici e poligrafici del gruppo. È prevista una procedura di licenziamento di 103 unità sulle 545 complessive.
I dipendenti sono in solidarietà da sei anni e anche questo nuovo provvedimento, a detta della proprietà, è legato alla grave crisi che ha investito l’editoria. Ma per i rappresentanti sindacali i nodi vanno ricercati anche nella malagestione scoperchiata negli ultimi anni dalla Guardia di finanza. Fatti avvenuti quando era direttore Roberto Napoletano, accusato dalla Procura di Milano di aver gonfiato i dati di vendita del quotidiano economico finanziario. Con annesse polemiche. Lo scorso luglio il sindacato dei giornalisti aveva sottolineato come la gestione del gruppo fosse «inqualificabile».
Nel comunicato il gruppo Sole 24 Ore evidenzia la necessità di intraprendere «la riorganizzazione dei propri processi produttivi attuando, per quanto di specifico interesse per la presente comunicazione, politiche di forte riduzione dei costi di lavoro con contestuale ridimensionamento degli organici». Al centro la «profonda crisi» del mondo dell’editoria, «determinata non solo dalla generale e complessiva sfavorevole congiuntura economica, bensì anche da radicali cambiamenti che si sono registrati nel mondo dell’informazione». Il Gruppo 24 Ore ricerca quindi «un modello di business economicamente sostenibile e che possa garantire il risanamento delle perdite ad oggi in essere, e la salvaguardia, seppur parziale, dei livelli occupazionali». Per i dipendenti ci sarebbe anche la possibilità dell’uscita volontaria, come già accaduto lo scorso anno. Secondo i rappresentanti sindacali alcune persone considerate in esubero sono state già contattate, anche a Carsoli, con la prospettiva di un’uscita con minimo 18 mesi di Naspi (l’indennità mensile di disoccupazione). Sarà un accordo tra azienda e singolo lavoratore, quindi. A Carsoli c’è tanta preoccupazione. (r.rs.)
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