Il sopravvissuto: quel fuoristrada ci è finito addosso a gran velocità

Parla il 39enne ferito nell’incidente costato la vita all’ambulante Di Salvatore: «C’erano più auto ferme pensavamo si fermasse, dopo l’impatto mi sono ritrovato tra le sterpaglie. Ho visto la morte in faccia»
GIOIA DEI MARSI. «Ho visto quella macchina piombarci addosso ad alta velocità e senza frenare. E poi sono finito in mezzo alle sterpaglie. Orribile, tutto orribile». È ancora sotto choc William Di Renzo, 39 anni, di Lecce nei Marsi, l’uomo rimasto ferito nell’incidente di domenica che è costato la vita a Olindo Di Salvatore, 63 anni, commerciante ambulante di Casali d’Aschi, frazione di Gioia. Di Renzo si era fermato insieme ad altre persone per soccorrere un automobilista in panne quando è arrivato il fuoristrada guidato dall’allevatore Orazio Tatangelo che ha travolto e ucciso Di Salvatore, colpendo anche Di Renzo.
LO SCHIANTO. Stava tornando a casa Di Renzo, autista di bus a Roma, quando ha visto altri automobilisti fermi ai bordi della statale 83 Marsicana. Ha accostato per vedere cosa fosse accaduto ed è sceso. «C’era una decina di persone in tutto», ha raccontato Di Renzo al Centro, «Di Salvatore era già lì, io mi sono fermato per dare una mano. In quel tratto di strada c’è un lungo rettilineo. Da lontano abbiamo visto un’auto arrivare ad alta velocità. Pensavamo che rallentasse viste le auto ferme con le quattro frecce al lato della strada. Ma senza che ce ne rendessimo conto ci è piombata addosso». Pochi istanti e poi il vuoto. «Olindo mi è caduto addosso e siamo finiti in mezzo alla sterpaglia», ha continuato, «delle persone che erano lì mi hanno aiutato a rialzarmi, c’erano urla, la paura è stata tanta. Sono rimasto seduto non so per quanto tempo, non riuscivo a riprendermi. E anche adesso cerco di non pensare a quello che poteva accadere. Ma è difficile. Adesso so che cosa vuol dire vedere la morte in faccia». L’autista, che ha una prognosi di otto giorni per le ferite riportate, conosceva di vista Di Salvatore e lo ricorda come «un generoso, una persona che aiutava tutti».
IL RICORDO DEL FRATELLO. Anche il fratello della vittima, il medico Adelmo Di Salvatore, ha parlato al Centro. «Ho perso l’unico fratello che avevo, l’amore fraterno è la qualità più alta che ci sia». Così il dirigente del Serd della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, ricorda Olindo, al quale era legato profondamente. «Quando si è ancora insieme bisogna coltivare il tempo in qualità», commenta Di Salvatore, «molto ci rimproveriamo, poi, quando non ci sono più. Per onorare al meglio Olindo bisognerà prendere alcune delle sue qualità e portarle avanti: spontaneità, solarità e un’allegria smisurata. E poi la laboriosità, lui non è mai stato fermo. Era sempre in continuo movimento. Non solo nel suo lavoro, che consisteva nell’offrire il cibo alla gente, ma anche nel badare alla casa e nel fare tante altre cose. Per esempio il teatro, una delle sue passioni, o l’amore della musica che gli è stato trasmesso da nostro padre».
Di Salvatore, nonostante il dolore, sa che bisogna trovare «la forza di continuare e di costruire sia per i figli di Olindo, sia per la moglie. Lui era capace di slanci di generosità non abituali, ora dobbiamo esserlo noi e dobbiamo rendere la vita più serena possibile alla sua famiglia. Nessuno ci ridarà Olindo, ma potremo farlo vivere sempre nei cuori e nella mente se porteremo avanti i suoi valori».
LA RICOSTRUZIONE. Di Salvatore aveva da poco finito di lavorare alla festa patronale di Casali d’Aschi e intorno all’1.30 di domenica stava percorrendo la statale 83 Marsicana quando ha visto un’auto ferma al lato della strada. Rocco Contestabile, 27enne di Ortucchio, era rimasto fermo all’altezza del bivio che porta a San Venanzio di Gioia dei Marsi. Di Salvatore ha accostato e, insieme a Di Renzo e ad altre persone, ha cercato di aiutare Contestabile. Proprio in quel momento è sopraggiunto Tatangelo con il suo fuoristrada. L’allevatore, che viaggiava in direzione Pescina, ha travolto Di Salvatore e colpito Di Renzo. L’ambulante è morto sul colpo a causa dell’impatto con il veicolo Mitsubishi, mentre il 39enne è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Un poliziotto ha dato l’allarme. In paese c’era ancora molta gente in piazza e quando è arrivata la notizia dell’incidente tutti si sono stretti intorno alla moglie Fortunia e ai figli Carmine e Gloria, assistiti dall’avvocato Berardino Terra.
L’INVESTITORE ARRESTATO. I carabinieri della stazione di San Benedetto dei Marsi e di Gioia dei Marsi, che sono arrivati sul luogo dell’incidente insieme al 118, hanno bloccato Tatangelo, sottoposto come da prassi all’alcoltest. L’allevatore aveva nel sangue 2,08 grammi per litro di alcol. Dato oltre il tetto massimo consentito dalla legge che ha fatto subito scattare il fermo e il ritiro della patente di guida. Su disposizione del pubblico ministero di turno, Ugo Timpano, l’allevatore è stato arrestato per omicidio stradale e lesioni. Si trova ai domiciliari.
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