Il talento musicale del gruppo All’Appacin

30 Aprile 2015

I giovani marsicani oggi in concerto al Torlonia per la chiusura del corso Giornalistudenti

CELANO. La Marsica continua a sfornare dei talenti. “All’Appacin” è il nome del gruppo di giovani marsicani: Alberto Bianchi (piano), Nunzio Cleofe (fisarmonica), Francesco Vitagliani (batteria) e Valerio Galli (voce). Originali e grintosi, i ragazzi perseguono con successo la loro passione più grande e oggi, in occasione della manifestazione di chiusura del Progetto “Giornalistudenti”, si esibiscono nell’aula magna del Liceo Classico, anche se in formazione diversa. «Ci saremo o io e il fisarmonicista Nunzio Cleofe», sottolinea Alberto Bianchi, «e con noi si esibirà il cantante Simone Cocciglia, un ragazzo dell’Aquila che ha intrapreso un percorso di cantautorato importante. Lui sarà il frontman durante l’evento».

Com’è nato il gruppo All’Appacin?

«Tanti anni fa per gioco: eravamo ragazzi, uscivamo nella stessa comitiva e frequentavamo la stessa scuola. Abbiamo iniziato a suonare insieme, poi siamo rimasti legati nel progetto musicale e soprattutto nel nostro forte rapporto di amicizia».

Che tipo di musica suonate?

«Noi suoniamo musica di cantautorato italiano e per la fine del corso vi proporremo anche dei brani più vicini ai giovani, come quelli di Marco Mengoni ed Emma Marrone».

Avete qualche vostro pezzo inedito?

«Noi no, Simone invece sì. Simone ha due brani: “La Mongolfiera”, inedito selezionato da Red Ronnie per la rassegna musicale Voci del Mediterraneo, e “Enti Serpenti”».

Cosa puoi dirci dei componenti del gruppo?

«Nunzio studia fisarmonica cromatica al conservatorio di Santa Cecilia a Roma, ha iniziato con All’Appacin come un gioco e poi ha deciso di fare della musica il suo lavoro. Valerio studia Medicina all’Università di Teramo, per lui cantare è soltanto una passione. Io e Francesco studiamo entrambi al Conservatorio Casella dell’Aquila e personalmente spero di suonare nella vita. All’Appacin per noi rappresenta un trampolino di lancio ed è il miglior compromesso tra un gruppo di amici e quella che speriamo sarà la nostra attività lavorativa. Non so fin quando potrà durare, ci auguriamo di continuare a suonare insieme, perché lavorare e stare con gli amici è la cosa più bella, anche se spesso non è possibile».

Martina Mancinelli

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