Il Tar blocca il piano per l’aggregato di via Bone Novelle

12 Marzo 2021

Accolto il ricorso del ministero sul via libera del Comune: «Le demolizioni di cinque dei sei edifici violano le norme» 

L'AQUILA. Il Tar, con una sentenza pubblicata ieri pomeriggio, ha annullato una delibera di giunta comunale di un anno fa con la quale si dava il via libera al piano di recupero di un aggregato in via Bone Novelle. Il ricorso contro la delibera era stato presentato dal ministero Beni e attività culturali e turismo, Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio città dell'Aquila e Comuni del cratere. In estrema sintesi il piano di recupero prevedeva l’abbattimento e ricostruzione di gran parte dell’aggregato. Il ministero si è opposto e il Tar, in linea con altre sentenze (fra cui quella sulla ricostruzione delle frazioni), ha dato ragione al ricorrente.
La decisione favorevole alla Soprintendenza era nell’aria perché già qualche mese fa la delibera di giunta era stata “sospesa”. Nel consorzio ci sono soci privati ma anche l’Istituto per il sostentamento del clero, la Comunità montana “Montagna dell’Aquila” e l’Aci. Il comparto è delimitato su via Bone Novelle, via dell’Arcivescovado e dall’edificio condominiale ex Salbani. Ora il Comune potrebbe ricorrere al Consiglio di Stato. Più probabile che il consorzio, prendendo atto della decisione, proceda con la “semplice” ristrutturazione. «La questione oggetto di contenzioso», scrive il Tar nella sentenza, «riguarda l’approvazione del piano di recupero Bone Novelle che, secondo la prospettazione del ministero per i Beni culturali sarebbe stato predisposto in aperto contrasto con la normativa urbanistica, nonché con i pareri della Soprintendenza, della Provincia e della commissione pareri dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila. Il piano di recupero, prevedendo la demolizione di 5 delle 6 unità edilizie costitutive l’aggregato urbano d’interesse, non rispetterebbe, secondo la parte ricorrente, i dettami del piano paesistico regionale dell’Abruzzo, e non sarebbe conforme al piano regolatore generale del Comune dell’Aquila e al piano di ricostruzione».
«Per l’area in questione», secondo il Tar, «sia il piano regolatore che il piano di ricostruzione consentono solo interventi di restauro e risanamento conservativo che non contemplano la demolizione totale. Il piano di recupero impugnato con il ricorso prevede invece la demolizione di 5 delle 6 unità strutturali del comparto e il restauro e risanamento conservativo di una sola parte sottoposta a tutela. In base alla normativa quindi le demolizioni devono essere limitate ad alcuni casi specifici (non possono essere la modalità di intervento predominante) e possono essere individuate solo al fine di eliminare gli elementi in contrasto con i valori corali prevalenti nel contesto d’intervento. Nel caso di specie risulta evidente che nel piano di recupero in discussione non vi è una prevalenza degli indirizzi conservativi, bensì una predominanza di quelli demolitori. In definitiva, dunque, il piano non è conforme alla normativa urbanistica vigente e doveva essere adottato e comunque approvato dal consiglio comunale in conseguenza. Inoltre, prevede la demolizione di unità tutelata e di apparati decorativi senza l’autorizzazione della Soprintendenza. Non essendo pervenute notizie», conclude il Tar, «in merito a esiti di annullamento o revisione del piano di recupero Bone Novelle, permane l’interesse del ministero ricorrente ad ottenere una pronuncia al fine di evitare la demolizione degli edifici che costituiscono l’aggregato». Il ricorso quindi è stato accolto.
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