Il Tar boccia l’Ufficio speciale

19 Aprile 2016

L’Usra avrà trenta giorni per istruire la pratica di un aggregato

L’AQUILA. Tre anni di attesa, per poi sentirsi dire che la pratica sarà esaminata entro il primo semestre del 2017, salvo ulteriori ripensamenti. Soltanto ora, per i proprietari degli immobili che fanno parte del consorzio obbligatorio Cirillo V, costituito nel 2009, la nebbia comincia a diradarsi. E il merito è di una sentenza del Tar dell’Aquila, che assegna trenta giorni all’Usra per provvedere all’istruttoria della pratica. In caso contrario sarà nominato un commissario ad acta, l’ennesimo, che avrà il compito di surrogare l’ufficio speciale per la ricostruzione nella quantificazione del contributo da erogare ai ricorrenti per la ricostruzione dell’aggregato. Gli immobili in questione si trovano in via e arco del Capro e via dei Rustici, una delle zone più devastate del centro storico. Il contatto tra il consorzio e l’Usra avviene nel 2013, con la presentazione della prima parte della scheda progetto e la richiesta del riconoscimento dei contributi post sisma per la riparazione degli immobili in questione. La richiesta viene disattesa, e quindi reiterata nel novembre del 2015, ai sensi dell’ex articolo 31 del codice del processo amministrativo, con il sollecito a dare immediato inizio all’istruttoria in considerazione del lungo tempo trascorso. E l’ufficio speciale per la ricostruzione finalmente risponde. È il 12 gennaio di quest’anno quando l’Usra comunica al consorzio di aver adottato un cronoprogramma delle istruttorie che riguardano il centro storico, sulla scorta di priorità individuate dal Comune, invocando anche i limiti imposti dal patto di stabilità degli enti locali. In base a questa “scaletta”, la pratica potrà essere esaminata solo nel primo semestre del 2017. Un atteggiamento, questo, che il Tar non ha esitato a sanzionare, ritenendo la risposta dell’Usra una misura «preordinata a legittimare, anche per il prossimo futuro, l’inerzia a provvedere, ciò comportando un perdurante rifiuto a rispondere sulla domanda proposta». Tra l’altro, il Tar ha anche ricordato che, «quanto alla conclusione dei procedimenti relativi all’ammissione alle provvidenze economiche per la ricostruzione degli immobili distrutti o danneggiati dal tragico evento sismico del 6 aprile 2009», il termine è di 180 giorni (per le istanze presentate dopo la pubblicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 febbraio 2013), e decorre dalla presentazione della richiesta. La domanda del consorzio (rappresentato dall’avvocato Francesco Camerini), è del 3 giugno 2013, e per questo la pratica doveva essere evasa nell’arco dei 180 giorni canonici. Le spese di lite (mille euro) sono state poste a carico dell’Usra. Resta ancora da capire, alla luce di questa sentenza, cosa ne sarà del famoso cronoprogramma.

Angela Baglioni

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