Il Tar dà il via libera all’antenna di Bagno

Respinto il ricorso presentato da un gruppo di cittadini per chiedere lo spostamento dell’impianto
BAGNO. Il Tar ha dato il via libera alla installazione di una antenna per la telefonia mobile nella frazione di Bagno. Il ricorso era stato presentato da un gruppo di cittadini del paese che da tempo chiedevano che l’impianto fosse localizzato in un’area diversa da quella prevista, più lontana dalle case e dalla scuola dell’infanzia che è in ricostruzione. Nel ricorso si lamentavano, in particolare, “la violazione del regolamento comunale per la localizzazione e la gestione degli impianti di telefonia mobile” e il fatto che “l’Asl ha abdicato alle proprie funzioni in favore del Comune dell’Aquila”. Infine ci sarebbe stata “violazione e falsa applicazione del parere del Settore rigenerazione urbana del Comune e di quello dell’Autorità di bacino”.
Nelle motivazioni con le quali i giudici amministrativi respingono il ricorso si legge fra l’altro: “Le norme di legge sono improntate al riconoscimento di un favor legislativo relativo alle procedure di autorizzazione delle stazioni radio base che semplifica e accelera le decisioni per cui l’approvazione del piano delle localizzazioni, avendo questo natura di atto meramente programmatorio, non può assurgere a condizione indefettibile e vincolante per l’autorizzazione. Il piano di localizzazione degli impianti di telecomunicazione risponde all’esigenza di introdurre criteri minimi di conoscenza preventiva e di pianificazione del territorio. Tuttavia, non si può subordinare l’istallazione degli impianti alla previa approvazione del piano perché ciò vanificare la vigente disciplina imperniata sul sistema del silenzio significativo tipizzato dalla legge (silenzio-assenso). Inoltre il documento di “Analisi di impatto elettromagnetico”, seppur sottoscritto da un architetto, è stato controfirmato da due ingegneri che hanno certificato la conformità delle procedure di misurazione utilizzate per ottenere i risultati mostrati nel documento”.
Infine, secondo il Tar, “in materia non è previsto il rilascio di un parere igienico-sanitario dell’Asl, per cui, ove il parere non sia negativo, come in questo caso, ossia nei casi in cui l’Asl non rilevi specifiche controindicazioni, il rilascio di un parere che si rimetta alle risultanze dell’Arta (agenzia regionale tutela ambientale) non può essere considerato contrario e inficiare le risultanze delle misurazioni effettuate dalla predetta Agenzia considerato che per quanto riguarda gli impianti di trasmissione dei segnali per le telecomunicazioni, la questione rilevante per la salute pubblica è quella che riguarda l’inquinamento elettromagnetico e il possibile superamento delle soglie indicate nei decreti attuativi della legge 36 del 2001, limiti che l’Arta ha confermato essere rispettati nel caso in esame”.
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