Il Tar dà ragione alla Santa Croce
La Regione deve consegnare i documenti del bando per la concessione
CANISTRO. Il Tar, sezione di Pescara, ha accolto il ricorso presentato dalla Santa Croce, che chiedeva l’annullamento del diniego, da parte della Regione, dal poter prendere visione del progetto industriale con cui Acque minerali per Italia, conosciuta come Norda, ha ottenuto l’aggiudicazione provvisoria della concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro, nel bando lanciato dal a dicembre 2016. L’Ente è obbligato a consegnare entro 7 giorni i documenti, oltre a pagare le spese di giudizio. È quanto afferma la stessa società dell’imprenditore Camillo Colella, che era concessionaria della sorgente Sant’Antonio Sponga prima della revoca della Regione nell’ambito di un contenzioso ancora in corso. La Regione aveva risposto che i documenti sarebbero stati consegnati «solo ad avvenuta formalizzazione dell’aggiudicazione definitiva». La Santa Croce, proprietaria dello stabilimento di Canistro, è tornata a imbottigliare con la più piccola sorgente Fiuggino. L’acqua della sorgente più grande finisce invece da circa due anni nel fiume Liri, a causa dello stallo del bando in questione,a cui anche la stessa società aveva partecipato. Norda si è impegnata a costruire un nuovo stabilimento e a riassumere almeno 50 dei 75 lavoratori licenziati due anni fa dopo la revoca della concessione. L’istanza di accesso agli atti, curata dai legali Claudio e Matteo Di Tonno, era stata inoltrata l’8 febbraio scorso, nell’ambito del procedimento di Valutazione di impatto ambientale a cui Norda è stata obbligata dalla Regione, e che la stessa aggiudicataria ritiene non necessario, impugnando a sua volta l’obbligo, e avviando una Verifica di assoggettabilità, procedura diversa e non conforme. Per questa ragione la Santa Croce ritiene, in un ricorso presentato mesi fa, che i termini per presentare la Via siano già scaduti, e chiede pertanto la revoca dello concessione provvisoria.
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