Il Tar: niente risarcimento all’Atam

1 Marzo 2017

Respinto il ricorso che chiamava in causa la Regione per 250mila euro

L’AQUILA. Il Tar ha respinto il ricorso presentato dall’Atam (Associazione teatrale abruzzese e molisana) contro la Regione per le conseguenze dei danni subìti a causa della mancata concessione del contributo per il 2011. Danni che ammonterebbero, secondo l’Atam, a otto milioni.

«Il ricorso», scrivono i giudici amministrativi, «è conclusivamente infondato e merita rigetto». È la nuova puntata nella storia travagliata dell’Atam, ente di distribuzione teatrale finito con i bilanci disastrati e costretto a licenziare i suoi dipendenti, da anni non più nelle condizioni di produrre spettacoli, per una sorta di “effetto domino” che il mancato contributo avrebbe avuto sulla gestione finanziaria. Dunque, la Regione non deve risarcire l’Atam, e nemmeno deve farlo l’allora dirigente del settore Politiche culturali Paola Di Salvatore, sulla quale, in caso contrario, l’amministrazione si sarebbe potuta rivalere. Fu Di Salvatore a stabilire la non congruità della situazione documentale presentata dall’Atam per ottenere il contributo. L’ente teatrale portò la Regione di fronte al Tar. La sentenza ribalta un precedente pronunciamento del gennaio 2015. Il Tar precisa che il ricorso era stato precedentemente accolto perché nelle motivazioni del diniego del contributo la Regione parlava di “utili” e non di “perdite”. «Il dirigente regionale comunicava l’impossibilità della liquidazione del contributo», si legge agli atti, «all’esito dell’esame del conto consuntivo dell’annualità 2010, stante la rilevabilità, per il periodo in considerazione, di un utile (e non dunque perdite) di esercizio». Nel caso di specie «è assai problematico individuare l’entità della mancata erogazione economica che, secondo Atam, costituirebbe l’origine del declino, tuttora non accertata, comunque, nell’importo indicato da Atam (250.000 euro)». (m.g.)

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