Il Tar non produce più arretrato Cresce il contenzioso post-sisma

1 Marzo 2024

Relazione della presidente Panzironi in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario Nel corso del 2023 definiti 689 ricorsi a fronte dei 550 dell’anno precedente. Sentenze pubblicate: +46%

L’AQUILA. «La giustizia amministrativa deve affrontare sfide enormi, dovendo rispondere alle profonde trasformazioni che stanno investendo il sistema Italia». Sono le parole che Germana Panzironi, presidente del Tribunale amministrativo per l’Abruzzo, ha pronunciato all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2024.
sentenze veloci
«L’Europa», dice Panzironi, «ci chiede risultati certi in termini di accelerazione dei tempi processuali e smaltimento delle cause pendenti». Tra gli strumenti approntati nel Pnrr ci dovrebbe essere anche l’ufficio del processo, che dovrebbe facilitare la trattazione delle cause. «Non posso esimermi dal segnalare», ha detto la presidente, «che questo Tribunale non ha attivato un ufficio del processo, accumulando nel corso degli anni «un contenzioso che tocca tutte le materie della galassia di diritto amministrativo». In Abruzzo si registrano anche alcuni aumenti anomali, ad esempio dovuti al contenzioso legato alla ricostruzione post-sisma. Nonostante questo, i dati del Tar Abruzzo sono rilevanti, sia per l’abbattimento dell’arretrato sia per i tempi di definizione dei ricorsi. Nel corso del 2023 definiti 689 ricorsi a fronte dei 550 riferibili all’anno precedente. In termini assoluti si è passati dalle 1.409 pendenze complessive, alla data del 31 dicembre 2022, alle 1.135 del 31 dicembre 2023, con un premiante differenziale di 274 fascicoli e un abbattimento percentuale sul totale dell’arretrato nella misura di oltre il 20%. L’arretrato riferito ai riti camerali (accessi, ottemperanze e silenzi), che a metà 2022 era di ben 190 fascicoli, «grazie alla dedizione al lavoro dei colleghi» ha detto la presidente, «è stato completamente azzerato». La totalità dei ricorsi proposti nel corso del 2023 (47 totali, di cui 11 in materia di accesso, 10 avverso il silenzio della Pubblica amministrazione, 26 per l’ottemperanza del giudicato) «è stata già fissata, trattata o definita», continua Panzironi, «per poi procedersi già dall’inizio di quest’anno solare, anche alla fissazione dei ricorsi depositati nel 2024». In valori assoluti, sono state pubblicate 479 sentenze – oltre a 37 sentenze brevi – 168 decreti decisori, 196 ordinanze cautelari, 51 decreti cautelari monocratici, 56 ordinanze collegiali, 43 ordinanze presidenziali. Le sentenze pubblicate segnano un + 46% rispetto alle 328 del 2022 mentre i decreti decisori (168 contro i 120 dell’anno precedente) segnano un + 40%. Sono stati definiti più ricorsi rispetto a quelli ricevuti nel corso dell’anno solare (689 fascicoli definiti a fronte di 394 nuovi ricorsi). «Ciò significa che il Tar Abruzzo non produce più arretrato con la prospettiva di arrivare a un totale abbattimento», ha detto Panzironi. I tempi medi di definizione dei giudizi continuano a rimanere al di sotto della media nazionale, 33 giorni nel cautelare (media nazionale 47 giorni).
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