Il Tar: sospendere l’abbattimento delle casette di Villaggio Livigno

11 Dicembre 2023

E sempre i giudici del tribunale amministrativo bocciano l’ordinanza per l’attività di Casale Liberati Arista (Progetto Stiffe): «Noi danneggiati, il Comune ha speso finora 120mila euro in attività legali»  

L’AQUILA. Il Tar ha sospeso due ordinanze del Comune di San Demetrio: una riguardava la demolizione del cosiddetto “Villaggio Livigno” e un’altra la sospensione dell’attività della “Enoteca Casale Liberati”.
Entrambe le decisioni sono riferibili a un contenzioso che vede contrapposti il Comune di San Demetrio ne’ Vestini – che da qualche tempo si occupa direttamente delle Grotte di Stiffe – e la Progetto Stiffe spa che ha gestito negli anni scorsi le Grotte.
A dare notizia delle due sospensive del Tar (concesse dai giudici in attesa delle decisioni nel merito) è la presidente della Progetto Stiffe spa, Antonella Arista, che in una nota ricorda anche una sentenza del tribunale civile del maggio scorso «che ha visto soccombente il Comune di San Demetrio con il riconoscimento in capo alla Progetto Stiffe degli immobili denominati Livigno in via del Mulino». Il Comune di San Demetrio, continua la presidente «invece di trovare una soluzione che evitasse ulteriore dispendio di denaro pubblico (a oggi circa 120.000 euro), ha iniziato un altro contenzioso notificando alla Progetto Stiffe un’ordinanza di demolizione dei manufatti in via del Mulino. Quale sarebbe, quindi, il bene e l’interesse pubblico che il Comune intende perseguire? Risulta che a distanza di 11 anni il Comune voglia verificare presunte violazioni alle norme urbanistiche, quando esso stesso ha autorizzato la costruzione delle strutture. Il Comune è inoltre socio della Progetto Stiffe spa (società a partecipazione pubblico-privata) e ha legittimato tutte le fasi di costruzione e messa in funzione dell’attività commerciale, la cui inaugurazione è stata fatta dal sindaco il 25 giugno 2011 con tanto di fascia tricolore. La Progetto Stiffe, già titolare dell’autorizzazione fin dal 1998 per esercizio di attività di somministrazione di alimenti e bevande a Stiffe, dopo gli eventi sismici ha trasferito l’attività nella nuova struttura in via del Mulino, depositando a tal uopo tutta la documentazione necessaria, e il Comune, dopo le dovute verifiche di legge, nulla osservava in merito alle autorizzazioni edilizie: il Comune quindi boccia sé stesso e tutti gli atti da lui emanati per ben 11 anni. Dal mese di maggio infine, il villaggio è stato dato in gestione alla ditta Casale Liberati, enoteca che ha dato valore aggiunto al borgo di Stiffe già da anni, e dà valore e qualità anche alla gestione delle Grotte. Anche la Casale Liberati oggi ha subìto gravi danni, essendo stata destinataria anch’essa, di un’ordinanza che gli ha impedito l’attività commerciale per oltre un mese. Ma il Tar dell’Aquila in data 24 novembre ha immediatamente sospeso l’ordinanza di demolizione emessa in danno della Progetto Stiffe e il 9 dicembre ha sospeso l’ordinanza comunale che inibiva l’attività di Casale Liberati. Una doppia bocciatura quindi dal Tar. A fronte di un esborso di circa 120.000 euro per attività legali sarebbe auspicabile che il Comune decida, finalmente, di investire diversamente i soldi dei contribuenti», conclude la presidente della Progetto Stiffe. (c.s.)
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