«Il teatro Caniglia sta cadendo a pezzi»

Allarme degli operatori della Coop al Comune: salvare la struttura e regolarizzare i nostri contratti
SULMONA. È uno dei luoghi più prestigiosi della città, il tempio dello spettacolo. Ora versa in condizioni di grave degrado. Il teatro Maria Caniglia, fiore all’occhiello dei sulmonesi, rischia di finire nell’incuria più totale. Intonaci dei muri cadenti, umidità che avanza inesorabilmente in numerose stanze, infiltrazioni di acqua ma soprattutto una convenzione da quasi quattro anni con la cooperativa che gestisce le attività del teatro che non viene ancora rinnovata. La presenza ininterrotta degli operatori della cooperativa finora ha assicurato tutti i servizi indispensabili per gli spettacoli che ormai a cadenza settimanale si svolgono nel Teatro comunale. Ma la stessa cooperativa non può provvedere a lavori di manutenzione che non le competono. La coop Minerva è composta da una decina di operatori e si occupano di tutti i servizi da quelli di palcoscenico a quelli igienici, dalla biglietteria fino al servizio di maschera e alla minime necessità di manutenzione. Servizi per i quali la cooperativa si accolla anche gli oneri. A fine spettacolo, in alcune occasioni, si contano anche i danni, ai quali la Minerva deve porre riparo.
«Non chiediamo solo la regolarizzazione del rapporto tra Comune e cooperativa», afferma il presidente della coop Francesco D'Alessandro, «a noi preme anche una conservazione e tutela adeguata del teatro, che conosciamo da cima a fondo, lavorandoci già da una ventina di anni. Il teatro è un patrimonio dell'intera collettività e come tale va curato in ogni particolare». Richieste che saranno inoltrate in via ufficiale all'amministrazione comunale quando si comincerà a parlare del rinnovo della convenzione. Ma, come detto, non c'è solo il nodo dei rapporti con la cooperativa da sciogliere. Anche la struttura, nonostante i lavori conclusi nel 2014, mostra i segni di alcuni "acciacchi" che se non riparati rischiano di trascinarsi per troppo tempo ancora e deteriorare irrimediabilmente alcuni settori dell'edificio. Emblematico è il caso del guardaroba inagibile, perché con incrostazioni nei muri provocate da infiltrazioni d'acqua. Oppure le pareti dei bagni del secondo ordine minacciate anch'esse da infiltrazioni di acqua. Ferite che vanno assolutamente risanate per restituire al teatro Caniglia il decoro e la bellezza che lo hanno sempre contraddistinto facendone uno dei teatri più prestigiosi d’Abruzzo.
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