Il tema sui leoni da tastiera trionfa al Premio Carusi

11 Dicembre 2019

Cerimonia a Celano: Rebecca accende i riflettori sul bullismo e conquista la giuria Consegnate tre borse di studio in memoria dell’indimenticato preside 

CELANO. Torna il Premio letterario “Francesco Carusi” con un’edizione attenta al problema del bullismo nel mondo della scuola e non solo. Nell’edizione 2019 ha vinto la capacità di capire a fondo cosa si cela nel comportamento di tanti ragazzi che nascondono dietro all’aggressività e alla prepotenza una debolezza e una situazione di disagio. L’evento si è tenuto all’auditorium Fermi di Celano con la cerimonia di premiazione per il concorso riservato ai ragazzi della scuola media “Tommaso da Celano”. Ad aggiudicarsi il primo premio è stata la studentessa Rebecca Melchiades De Assuncao. Secondo la giuria, è riuscita a descrivere nel modo migliore il concetto di bullismo parlando ad esempio di «leoni da tastiera forti solo perché protetti da uno schermo».
Nel suo tema ha anche proposto delle soluzioni individuando nelle attività artistiche un possibile aiuto per superare i problemi. Tutto ciò con originalità di pensiero.
Il concorso, che ha messo in palio tre borse di studio da 500, 300 e 200 euro, fu fondato 21 anni fa dall’indimenticato professor Carusi, uomo politico, sindaco per due mandati e preside per quasi trent’anni. Negli ultimi otto la manifestazione è stata dedicata alla sua memoria. Il secondo premio è andato a Maria Chiara London seguita da Aurora Santucci.
Gli altri partecipanti sono stati Veronica Carusi, Maria Ciccarelli, Anastasia D’Ovidio, Beatrice Falcone, Giovanni Ranieri, Antonella Vicaretti. Hanno ricevuto un attestato di partecipazione e il libro “Personaggi e storie d’altri tempi” di Nazzareno Mascitti. La giuria era composta dalla presidente Elisabetta Longhini Carusi, moglie di Carusi, dall’onorevole Giancarlo Cantelmi (presidente onorario dell’Associazione anziani), dalle insegnanti Mariella Mascitti e Agostina Cavasinni. Hanno partecipato all’evento, coordinato dal giornalista del Centro, Domenico Ranieri, il dirigente scolastico Massimo Pizzardi e il presidente dell’Associazione anziani, Filippo Vitagliani. Il Comune era rappresentato dall’assessore Ezio Ciciotti. Di grande impatto emotivo l’intervento della giovane poetessa Flaminia Colella. Presente, come ogni anno, il pianista celanese di fama internazionale, Nazzareno Carusi, figlio del preside, e la sorella Amina, professoressa del Liceo classico Torlonia.
Nazzareno Carusi ha ricordato l’importanza dello studio. «Studiare», ha spiegato, «ci consente di scegliere, ci consente di distinguere il bene dal male. Oggi non sappiamo più scegliere, più decidere. Serve un valore che diventi assoluto e che siamo capaci di riconoscere. E per riconoscerlo serve l’autorevolezza del sapere».
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