Il teologo deceduto per asfissia

28 Dicembre 2017

Resi noti i risultati dell’autopsia. L’inchiesta sarà archiviata

L’AQUILA. Si è celebrato ieri l’ultimo atto giudiziario riguardante la sciagura sul Gran Sasso dove, a causa di una valanga, è morto Jacek Oniszczuk, 51 anni, direttore del Dipartimento di teologia biblica della Pontificia Università Gregoriana di Roma.
Ieri, nell’obitorio dell’ospedale San Salvatore, è stata eseguita l’autopsia che ha chiarito che il decesso del teologo è stato causato da asfissia. Ora gli atti, dopo le indagini dei carabinieri, tornano al pm, ma in vista c’è l’archiviazione visto che non esiste nessun tipo di responsabilità di terzi. La tragedia si è consumata il 22 dicembre scorso. I tecnici del Cnsas, coadiuvati dai soccorritori della Finanza, hanno ritrovato il corpo senza vita dell’autorevole prelato intorno alle 19, a Pizzo Cefalone, a tre ore dall’allarme lanciato dall’altro sacerdote che era con lui e che è stato solo sfiorato dalla massa nevosa. Il ritrovamento è stato facilitato dalla presenza del cane “Huber” del Cnsas.
Il prelato polacco era solito venire nell’Aquilano in quanto appassionato della neve, ma anche per visitare il Santuario di San Pietro della Jenca, luogo di culto molto amato dal compianto Papa Karol Wojtyla, suo connazionale.(g.g.)
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