«Il terremoto ha lasciato a casa 37mila lavoratori dipendenti»

La Cna ha tracciato il report dei danni del sisma nel doppio cratere 2009/2016: situazione difficile Del Re: «Linee di credito ridotte del 50% a causa delle banche che hanno chiuso i finanziamenti»
L’AQUILA. La Cna ha presentato ufficialmente il nuovo presidente, Gianfranco Torrelli, insieme all’assetto istituzionale della Confederazione nazionale Artigianato e piccola e media impresa della provincia dell’Aquila. Ma ha anche snocciolato uno dopo l’altro i numeri dei danni causati dal doppio sisma che ha colpito il capoluogo di regione e il suo territorio: quello del 2009 e quello del 2016.
CHI HA PERSO IL LAVORO. Il primo dato al quale Torrelli ha fatto riferimento, è quello di chi ha perso il lavoro, in cassa integrazione o sospensione momentanea dell’attività. Sono 37.250 in tutta la provincia. Molti di loro sono andati via o non hanno ripreso a lavorare.
Così come i finanziamenti alle imprese – sempre piccole e medie – che si sono quasi dimezzati: dai 70 milioni di euro del 2010 Fidimpresa, la Confidi della Cna, a livello regionale ha erogato 40 milioni di euro.
BANCHE OFF LIMITS. «Questo dato è dipeso molto dalla chiusura del mondo bancario nei confronti del sistema imprenditoriale locale», ha precisato Agostino Del Re, che della Cna aquilana è il direttore da molti anni e conosce bene il polso della situazione, pre e post sisma.
«Dei 108 comuni della provincia, 48 fanno parte del doppio cratere sismico 2099/2016, per un totale di 110 mila residenti e 48.500 famiglie».
Di tutta questa fetta di popolazione le imprese, in totale e non solo quelle iscritte alla Cna, che hanno subìto danni diretti o indiretti dal terremoto, sono 10.500.
SITUAZIONE DRAMMATICA. Una situazione drammatica, quella illustrata dalla Cna, che ha puntato il dito soprattutto su due aspetti: quello creditizio, con la chiusura, appunto delle banche al mondo della piccola e media impresa artigiana; e quello del costo del lavoro.
«Sono due rovesci della stessa medaglia», ha sottolineato Del Re, «perché sono il freno reale allo sviluppo (o il freno allo sviluppo reale)».
INIZIATIVE CONCRETE. Ma come si esce da questa situazione? Come aprire la strada a sviluppo e occupazione?
«Vogliamo avviare una serie di iniziative concrete, con una consultazione con le imprese artigiane locali, per dare voce e forza agli imprenditori. La vera sfida», ha detto il presidente Torrelli, che in questo modo ha illustrato anche la sua linea programmatica, «è tornare a far vivere L’Aquila e tutti i comuni del cratere, coinvolgendo tutte le forze politico-istituzionali. Nei prossimi mesi si giocherà una partita importante per il futuro del cratere 2009 e di quello del Centro Italia, perché arriveranno risorse destinate alle attività produttive, in grado di generare effetti positivi in termini di sviluppo e ricadute occupazionali».
TROPPA BUROCRAZIA. Oltre ad anticipare i temi poi sviluppati dal direttore Del Re, quali fisco, credito, energia, lavoro, il presidente Torrelli ha sottolineato un altro aspetto che frena la piccola impresa: la mancata semplificazione della burocrazia. «Questa è una delle sfide più importanti, per attrarre nuovi investimenti soprattutto con i Digital innovation hub (offrono, tra le altre cose, affiancamento alle Pmi nell’analisi di fabbisogni, opportunità e opzioni tecnologiche 4.0), sulla formazione, il supporto nella redazione di progetti d’impresa 4.0, accesso ai progetti e ai finanziamenti pubblici e privati».
È inspiegabile, ha precisato la Cna, come le banche abbiano ritirato i cordoni del credito, quando su un finanziamento Confidi, il 70% è coperto da Fidimpresa Cna: le banche rischiano solo il 30%.
I BANDI. L’orizzonte, però, secondo la Cna, non è poi così nero. Ci sono i bandi, nazionali, regionali e altri tramite le associazioni di categoria. «Ci sono i finanziamenti a fondo perduto, fino a 4.000 euro», ha sottolineato Del Re, «e poi ci sono i bandi dell’e-Commerce, fino a 10.000 euro di voucher per la digitalizzazione delle imprese artigiane, anche questi a fondo perduto, e il bando Resto al Sud, che eroga fino a 50.000 euro e con il 35% a fondo perduto. Questo bando è riservato ai giovani da 18 a 35 anni».
SCUOLA-LAVORO. Il presidente Torrelli ha sottolineato come «i giovani siano «il futuro dell’economia. Non dobbiamo lasciarli andare via, ma aiutarli – e come Cna è il nostro compito primario – a impiantare attività qui. Per questo è importante avviare un rapporto scuola-lavoro». Del direttivo Cna fanno parte Giorgio Stringini (presidente onorario), Francesco Dioletta, Paola Federici, Claudio Gregori, Massimo Biancone, Sabatino Colaiuda, Rita Barone, Gianluca Giammarco, Franco Ruggieri, Paolo Tella e Loreto Amicarella.
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