«Il territorio deve essere pianificato dal Comune»

8 Novembre 2017

L’AQUILA. «Abbiamo voluto dare un segnale politico forte e chiaro: il primariato del nostro territorio non si tocca, non possiamo farci pianificare gli interventi dalla Regione». Non ha usato mezzi...

L’AQUILA. «Abbiamo voluto dare un segnale politico forte e chiaro: il primariato del nostro territorio non si tocca, non possiamo farci pianificare gli interventi dalla Regione». Non ha usato mezzi termini l’assessore all’Urbanistica del comune dell’Aquila, Luigi D’Eramo, nella conferenza di ieri mattina a Palazzo Fibbioni, per ribadire ciò che era stato deliberato il giorno prima dal consiglio comunale, sul recepimento della legge regionale numero 40, che consente il cambio di destinazione d’uso per sottotetti, seminterrati e garage.
«Abbiamo messo dei paletti, che sono l’esclusione dei garage e seminterrati e un massimo di 40 metri quadrati. E l’esclusione delle zone Peep, Paap, industriali di completamento. Questo per evitare speculazioni», precisa D’Eramo, «perché un conto è modificare 40 metri e un conto 1.000/2.000 metri quadrati. Per i seminterrati e interrati ci sembrava una contraddizione concedere alle persone di vivere in quelle condizioni, in una zona altamente sismica. Questa delibera è importante per tre aspetti: il primo è politico. Il primariato della pianificazione del territorio deve restare nelle mani dei Comune. Il secondo, perché recepire la legge 40 come stabilita dalla Regione, avrebbe significato lo sconvolgimento della pianificazione futura dell’Aquila. In consiglio prepareremo il Piano regolatore generale entro 13/14 mesi e solo il consiglio deve averne facoltà. Il terzo motivo: il confronto con tutte le forze politiche. Prima di limitare la legge 40, c’è stato un serrato confronto nella seconda commissione consiliare (Gestione territorio, presieduta da Raffaele Daniele, ndr), dove la maggioranza di centrodestra ha fatto proprio un emendamento di Carla Cimoroni. Questo è frutto del confronto tra maggioranza e opposizione, comunque rispettosi dei ruoli».
La legge 40 entra in vigore oggi, ma all’Aquila con le modifiche apportate dal consiglio. In attesa della decisione della Consulta sulla costituzionalità della legge, impugnata dal governo. «In caso la Consulta dovesse accogliere il ricorso, i cittadini dovranno ristabilire lo stato originario degli immobili», ha concluso D’Eramo.
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