Il tribunale si ferma per festeggiare Sciuba

13 Febbraio 2020

SULMONA. Una persona distinta, appassionato della sua professione e di Sulmona. Uno storico, presidente della sezione abruzzese della Fondazione Capograssi e anche sindaco della città. L’avvocato...

SULMONA. Una persona distinta, appassionato della sua professione e di Sulmona. Uno storico, presidente della sezione abruzzese della Fondazione Capograssi e anche sindaco della città. L’avvocato Lando Sciuba ieri mattina è stato festeggiato con tutti gli onori per il mezzo secolo della sua professione. Una festa a sorpresa organizzata da tutti gli operatori del palazzo di giustizia di Sulmona che lo hanno accolto in un’aula gremita con un lungo e caloroso applauso. Tra gioia e commozione Sciuba ha ricevuto il saluto del presidente dell’Ordine forense, l’avvocato Luca Tirabassi e omaggi da parte dei colleghi e di tutti i magistrati. «Non siamo solo davanti a un avvocato dalle qualità eccelse ma anche e soprattutto a una persona dalle grandi doti umane ed educatissima», ha detto Tirabassi, «cosa decisamente non scontata. Nessuno può dire di aver mai trovato l’avvocato Sciuba sgarbato. Come non ricordare, inoltre, la sua passione e dedizione alla professione, ai clienti e alla città che ha servito con grande capacità quando è stato eletto sindaco».
Per l’occasione si sono rivisti nell’aula delle udienze del tribunale di Sulmona, oggi vestita a festa, anche alcuni magistrati che hanno lavorato a Sulmona come Luigi D’Orazio, da tre anni consigliere nel settore civile della Corte Suprema di Cassazione, e l’ex presidente del tribunale di Sulmona Giorgio Di Benedetto. Presenti al completo anche i tre magistrati della Procura, il capo Giuseppe Bellelli con i sostituti Aura Scarsella e Stefano Iafolla. A consegnare la targa ricordo degli avvocati è stata la figlia di Sciuba, Maurizia anche lei avvocato. In conclusione lo stesso Sciuba è intervenuto, visibilmente emozionato per la sorpresa ricevuta, riaffermando il suo saldo legame con Sulmona e il Foro cittadino. Un discorso energico rivolto ai sulmonesi che ha esortato a non abbassare mai la guardia e ad essere sempre pronti a difendere i diritti della città e del comprensorio. Un pensiero lo ha riservato ad umili personaggi cittadini che, a suo dire, hanno rappresentato «la fatica del vivere e la dignità del morire», e che gli hanno dato conforto, in momenti difficili, con la loro amicizia. Sciuba ha anche ricordato due suoi maestri, l’avvocato Pasquale Giacchesio, suo zio nel cui studio fu avviato alla professione forense, e Mariano Ferrara, suo insegnante di latino e greco e maestro di vita.
«Nella mia lunga carriera ho maturato la certezza», ha concluso Sciuba, «dell'importanza dell'onestà e della verità, perché quando ti alzi a parlare sia davanti al giudice conciliatore che davanti alle Sezioni Unite della Cassazione, la dignità, il ruolo e il peso sono sempre gli stessi». (c.l.)
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