Il triste destino dei musicisti della Sinfonica

Molti sono al verde e qualcuno è tornato a vivere dai genitori. E in Regione è tutto rinviato a martedì
L’AQUILA. Come vive senza stipendio un violinista o un clarinettista con alle spalle centinaia di concerti in Italia e nel mondo? Semplice, come gli altri accomunati dallo stesso destino: “a casa dei genitori”. Continua così, fra preoccupazione e attesa che le promesse fatte da mesi vengano rispettate, la vita dei lavoratori dell’Isa, l’Istituzione sinfonica abruzzese: 35 musicisti ai quali si aggiunge una ventina di altri dipendenti fra amministrativi e tecnici, che restano in stato di agitazione permanente. Non ricevono lo stipendio da marzo e non ci sono i soldi per pagare i contributi Enpals e i fornitori.
Dallo scorso 3 agosto i musicisti sono in “sosta stagionale” a tempo indeterminato, proprio perché il loro destino è legato alle decisioni della Regione. Rischia dunque di costare caro l’arroccamento di una parte della maggioranza regionale su un punto dal quale non intendono scendere: se la Regione finanzia l’Isa, sostengono da più parti consiglieri di maggioranza, allora deve finanziare anche le altre realtà culturali che in vari territori d’Abruzzo hanno le stesse difficoltà. Una torta di circa un milione e 300mila euro, di cui 800mila (in due trance) all’orchestra sinfonica e 500mila a Mastrogiurato, Giostra cavalleresca, Fondazione Michetti, Teatro dei Marsi e altre istituzioni culturali finanziate dal Fus, il Fondo unico per lo spettacolo. Proprio ieri in serata la presidenza del consiglio regionale ha diffuso un nota in cui il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ribadisce che «la Regione pone attenzione a tutti gli enti e istituti che hanno valore sociale e culturale e, come tali, rappresentano un immenso patrimonio da tutelare e valorizzare», salvo poi precisare che il sostegno regionale, da ora in poi, «dovrà costituire un elemento di programmazione volto a sostenere le istituzioni culturali attraverso un percorso che porti le stesse nel breve-medio periodo a raggiungere una maggiore autonomia in termini finanziari».
In poche parole: saranno sostenute quelle realtà che dimostreranno di “muoversi con le proprie gambe”. Intanto, resta forte la preoccupazione dei musicisti: «Siamo nell’incertezza più assoluta», commentano. Il paradosso è che c’è molto lavoro, con i festival internazionali ad esempio, e si deve dare forfait. Dopo la lettera di sprone alla Regione inviata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arriva la solidarietà dei due conservatori, “A. Casella” dell'Aquila e “Luisa D'Annunzio” di Pescara. Se non si troverà la quadra martedì prossimo, nella riunione della prima commissione Bilancio e la quinta Cultura che si terrà prima del consiglio regionale (dopo quella inconcludente di giovedì scorso, in cui non si è votata la variazione di bilancio sul finanziamento dell’Isa), l’orchestra andrà a morire. Non solo. A rimetterci sarà l’indotto regionale, perché i concerti dell’orchestra sinfonica, per ora sospesi in attesa degli umori della Regione, sono inseriti nei calendari di Comuni che attirano ogni anno centinaia di appassionati e di turisti. Lo mette nero su bianco il sindaco di Campli, con una lettera alla Sinfonica: «Il Comune di Campli, con la manifestazione “Campli borgo della musica”, e la presenza dell’Isa in cartellone contribuisce ad arricchire l’offerta».
Marianna Gianforte
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