Il vertice di maggioranza si chiude con un rinvio

Posizioni più vicine sul patto di fine consiliatura con le priorità da affrontare Ma restano irrisolti i nodi politici emersi nella coalizione che guida la città
SULMONA. L’intenzione è quella di andare avanti con l’attuale squadra, ma con alcuni obiettivi prioritari da raggiungere entro i prossimi tre mesi. Ma il vertice di maggioranza, convocato per scacciare la crisi, si è chiuso con un rinvio. Un nuovo incontro che dovrebbe mettere la parola fine alle fibrillazioni che stanno accompagnando la vita della giunta Casini e risolvere i nodi politici emersi in seno alla coalizione.
Ma andiamo con ordine.
Andrea Ramunno, che sembrava il più deciso a chiedere una verifica a tutto tondo, si è presentato al vertice di maggioranza di ieri sera con un documento programmatico sottoscritto dai sei consiglieri comunali che fanno capo a “Sulmona al centro”, chiedendo che da qui in avanti si parli di cose da fare e non di politica. Pur ribadendo la necessità del gruppo che rappresenta di avere all’interno dell’esecutivo un punto di riferimento che attualmente non c’è, Ramunno si è detto pronto a fare un passo indietro su questo fronte purché si dia un segnale forte alla città di efficienza amministrativa.
Una sorta di patto di fine consiliatura da sottoscrivere con gli attuali gruppi politici di maggioranza con un costante monitoraggio dell’attività amministrativa tramite verifiche programmatiche e un rapporto continuo del tavolo politico con tutti i consiglieri comunali di maggioranza. Le decisioni, anche quelle che riguardano l’assetto dell’esecutivo, dovranno essere portate a conoscenza di tutti e avallate da ogni consigliere che sostiene la maggioranza. Un cambio di rotta, dunque, rispetto a quanto recentemente accaduto con la sostituzione a sorpresa dell’assessore Alessandra Vella con Antonio Angelone. Sostituzione della quale erano a conoscenza il sindaco e altre pochissime persone. Avvicendamento che non era piaciuto soprattutto a Ramunno e ad Angelo Amori, che hanno contestato il metodo utilizzato dal primo cittadino, tanto da spingersi a dichiarare di essere pronti a rassegnare le dimissioni se non si fosse arrivati a un chiarimento che, però, dopo tre ore di discussione, non è stato ancora raggiunto.
«Si sbaglia ancora sui metodi utilizzati, come avvenuto più di una volta in questi 18 mesi di amministrazione. La città si aspetta delle risposte ai tanti problemi non nomine continue», avevano dichiarato i due all’indomani del rimpasto. Una settimana di tensioni culminata con il vertice di ieri sera, al quale erano presenti il sindaco Annamaria Casini, il vicesindaco Mariella Iommi, l’assessore Nicola Angelucci e i consiglieri comunali Mauro Tirabassi, Fabio Pingue, Roberta Salvati, Franco Di Rocco e, per l’appunto, Andrea Ramunno. Vertice che, però, si è chiuso con un rinvio. Sindaco e capigruppo torneranno a incontrarsi a metà settimana per cercare di trovare uno sbocco alla crisi.
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