Il vescovo Spina ai politici: «La Maternità va salvata»

11 Aprile 2015

Va avanti l’occupazione del Comune dopo la doccia fredda in consiglio regionale Gerosolimo: «Restiamo uniti, invito tutti a evitare dannose strumentalizzazioni»

SULMONA. Il vescovo Angelo Spina rilancia l’appello alla salvezza del punto nascita sulmonese. «Il reparto non va chiuso» interviene monsignor Spina «mi faccio portavoce di migliaia di persone, come padre e pastore della diocesi e rivolgo un accorato appello affinché la politica e le istituzioni ascoltino la voce dei cittadini».

Intanto, il Centro Abruzzo non fa in tempo ad esultare per la partecipazione di massa nel capoluogo al consiglio comunale prima e a quello regionale poi sulle risoluzioni pro punto nascita, che arriva la doccia fredda. Dopo la seduta di giovedì, in cui il centrosinistra del governatore-commissario Luciano D’Alfonso è andato sotto sulla risoluzione delle opposizioni, che impegna il presidente a sospendere il decreto 10 sulla chiusura dei 4 punti nascita, si è tenuta a porte chiuse un’infuocata riunione. Al termine è stato firmato un documento da tutti i consiglieri di maggioranza, compresi quelli che avevano votato con l’opposizione poco prima (Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri di Abruzzo Civico e Luciano Monticelli e Pierpaolo Pietrucci del Pd). Nella nota si ribadisce che «indietro non si torna sul processo di riforme avviato per uscire dal commissariamento» e si rinnova la fiducia al governatore, che aveva minacciato le dimissioni da commissario ad acta della sanità, col rischio di essere sostituito da un tecnico nominato dal governo.

Da qui la decisione del presidio pro punto nascita, al 15esimo giorno di occupazione dell’aula consiliare, di andare avanti a oltranza.

«Non ci fermiamo» avverte Mauro Tirabassi, fra i promotori della protesta «avevamo già deciso di ritorno dall’Aquila di non terminare l’occupazione finché non fosse arrivata la concreta sospensione del decreto. Così, a maggior ragione, andiamo avanti, coinvolgendo i territori e spostandoci in maniera itinerante. Quello che è successo dopo il consiglio regionale mostra che la strada è ancora lunga e che c’è molto da fare. L’atto, inoltre, va condannato perché mentre in consiglio, davanti ai manifestanti, è andato in scena un copione, a porte chiuse è stato ribaltato».

Il sindaco Peppino Ranalli, dopo aver riunito la sua giunta, invita a restare uniti, ma ad abbandonare le forme di protesta, continuando nel solco avviato e aggrappandosi alle due risoluzioni approvate. «Grazie alla grande partecipazione popolare è stato raggiunto un grande risultato in consiglio regionale» interviene «il nostro punto nascita non va chiuso e lo ribadiremo in tutte le forme possibili. Ora è il caso di seguire la strada avviata e di premere sulla concretizzazione delle due risoluzioni, anche affidandoci al consigliere regionale Andrea Gerosolimo».

Ed è proprio quest’ultimo che prova a placare gli animi, rassicurando sul documento approvato a porte chiuse, dopo il consiglio regionale di giovedì. «Il documento è perfettamente in linea con le richieste avanzate dalla nostra comunità nella splendida mobilitazione della giornata di giovedì, anzi, ne è la diretta conseguenza» spiega «invito tutti a evitare dannose strumentalizzazioni. Bisogna mantenere la coesione istituzionale e sociale per raggiungere l’obiettivo comune: continuare a nascere a Sulmona».

Dura la critica dei 5 Stelle, che attaccano: «È ambiguo quanto accaduto, ci sembra una presa in giro di cittadini e rappresentanti istituzionali presenti».

Federica Pantano

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