Il vescovo Spina dice addio a Sulmona

Il presule a settembre si trasferirà nella diocesi di Ancona-Osimo e sarà nominato un amministratore provvisorio
SULMONA. Va via il vescovo riformatore. Con una nota diramata dalla Santa Sede, ieri mattina è stato ufficializzata la notizia che il vescovo Angelo Spina da settembre, e a dieci anni dal suo arrivo in Valle Peligna, lascerà la diocesi di Sulmona-Valva. Spina sarà la guida pastorale della diocesi di Ancona-Osimo, dove prenderà il posto del cardinale Edoardo Menichelli. Una notizia che era nell’aria, anche se in un primo momento si era ipotizzato il trasferimento di Spina a Teramo. È un vescovo che lascia sicuramente un segno. Fin dal suo insediamento avvenuto il 23 giugno 2007 con una solenne cerimonia celebrata nella cattedrale di San Panfilo, Spina ha fatto capire che, con il suo avvento, molte cose sarebbero cambiate negli ambienti della curia e nelle comunità della diocesi. Il suo primo obiettivo, infatti, è stato quello di rimuovere le inerzie negli ambienti della Curia. Da qui i primi cambiamenti per rilanciare una chiesa diocesana che appariva statica e legata troppo a tradizioni svuotate di significato religioso.
ARRIVO A SULMONA. Angelo Spina è arrivato a Sulmona alla fine del mese di giugno del 2007, dopo il lungo mandato del vescovo Giuseppe Di Falco, rimasto per 22 anni alla guida della diocesi. Già dai primi giorni Spina si è attivato per rinnovare gli uffici pastorali dandogli nuovo slancio, rivitalizzando anche il consiglio pastorale con sacerdoti e laici giovani pronti fare la loro parte nel governo della diocesi. Molta importanza ha dato alla comunicazione allestendo un sito internet diocesano e programmando trasmissioni settimanali su emittenti locali per avvicinare di più il popolo alla vita della chiesa diocesana.
LE CONFRATERNITE. Per il suo slancio riformatore che lo ha contraddistinto dal primo giorno, è entrato subito in rotta di collisione con i vecchi parroci e le confraternite di Sulmona e del resto della diocesi. L'obiettivo era sradicare le vecchie abitudini che avevano offuscato il significato religioso di alcune tradizioni come i riti della Settimana Santa, i separi di Cocullo. Ha destato scalpore la decisione di invertire per alcuni anni il percorso della processione trinitaria del Venerdì santo, che contemplava alcune usanze poco consone al rito religioso come la sosta dei trinitari e del coro in case e taverne di via Serafini, sosta che veniva utilizzata come punto di ristoro durante la rievocazione della Passione del Cristo.
ARRIVO DEL PAPA. Con il suo particolare attivismo, dopo appena tre anni dall’arrivo in diocesi, Spina è riuscito a portare a Sulmona papa Benedetto XVI. E sembra che proprio durante quella visita in Valle Peligna, sorvolando i luoghi celestiniani, eremo e abbazia, e sostando in preghiera davanti al crocifisso di Papa Celestino V, il Pontefice avrebbe maturato la clamorosa decisione di seguire l’esempio di papa Celestino, rinunciando al pontificato.
STATUA CONTESTATA. Proprio per ricordare la memorabile giornata trascorsa dal papa a Sulmona, che nell’ottobre scorso, alla presenza del prefetto della casa pontificia, Georg Gänswein, venne inaugurata la statua bronzea di papa Ratzinger collocata alle spalle della cattedrale di San Panfilo. Un’iniziativa che suscitò molte perplessità in città per il fatto che si stava inaugurando una statua a una persona ancora vivente.
CASA ZACCHEO. Il suo spirito di iniziativa lo ha portato a ideare il progetto caritativo-assistenziale di Casa Zaccheo, finanziato in parte con fondi della Conferenza episcopale italiana e con le offerte raccolte nelle comunità parrocchiali della diocesi. Casa Zaccheo accoglierà persone senza fissa dimora, ex detenuti e immigrati per dargli la possibilità di un graduale reinserimento sociale.
BATTAGLIA PER LA DIOCESI. In seguito alla decisione della Santa Sede di rivedere le circoscrizioni diocesane in Italia, era stata ipotizzata la soppressione della diocesi di Sulmona-Valva. Il vescovo Spina ha affrontato con determinazione la sfida riuscendo a bloccare, almeno per il momento, la soppressione.
SCONTRO CON IL CLERO DIOCESANO. Le ultime settimane sono state segnate da uno scontro aperto con i sacerdoti della diocesi dopo la decisione di voler rivoluzionare 35 parrocchie sostituendo i relativi parroci. Una decisione poi clamorosamente ritirata alla vigilia della sua nuova destinazione anche grazie alla ferma opposizione delle comunità parrocchiali.
LO SCENARIO FUTURO. Da ieri Spina è vescovo di Ancona e amministratore apostolico della diocesi di Sulmona. Al momento del suo insediamento ad Ancona si riunirà il collegio dei consultori composto da cinque sacerdoti della diocesi di Sulmona, tra i quali sarà nominato un amministratore che guiderà la diocesi fino all’arrivo del nuovo vescovo.
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