Il veterinario scalatore

Da Sulmona all’Himalaya l’impresa del 50enne Fasciani
SULMONA. È arrivato sulla vetta del Cho Oyu sull’Himalaya, a 8.201 metri senza ossigeno. Italo Fasciani, veterinario sulmonese di 50 anni, ha scalato la vetta dal versante tibetano.
La spedizione a cui si è unito era partita da Fiumicino lo scorso 30 agosto alla volta di Katmandu per terminare ieri. Nonostante la quota fosse per il sulmonese un esordio, è riuscito senza problemi a rispettare i tempi della scalata, ultimata in 40 giorni, compresa la fase di acclimatazione in quota.
Il gruppo è salito prima a 6mila metri al campo base 1, passando per la killer slope, un tratto ripido (fino a 40 gradi di pendenza) misto di neve, ghiaccio e pietre, che sale per circa 250 metri. Poi da lì il camp 2 a 7.450 metri di altitudine, prima di arrivare in vetta sul campo base 3 a oltre 8mila metri. Dalla sua pagina facebook, Fasciani, che è istruttore di alpinismo e di sci alpino del Cai con molte scalate impegnative all’attivo, ha aggiornato i suoi amici e soprattutto la sua famiglia.
Al momento dell’arrivo in vetta, infatti, Italo ha salutato i suoi cari piantando sulla neve e sul giaccio del Cho Oyu una bandierina con la foto della moglie e del figlio. «Sono stati con me mia moglie Patrizia e mio figlio Antonello, «spiega il sulmonese, «il mondo lassù è rotondo, ti accorgi proprio che è una sfera'». Nella sua pagina facebook il racconto di quei lunghi giorni di cammino e gelo, con pochissimo ossigeno nell’aria. «Tutto bene o quasi»,scriveva Italo nel suo diario virtuale, «dopo una notte di poco sonno, alle 22 la sveglia suona e dopo 2 ore siamo stremati solo per aver messo gli scarponi. Poi mettere i ramponi ha comportato un altro sforzo di 30 minuti e non siamo ancora partiti. La salita è subito dritta e i polmoni si riempiono di niente, ma saliamo».
Federica Pantano
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