Il veto di Biondi caso nazionale

13 Settembre 2019

Scontro politico tra Renzi, Franceschini e Meloni sul no del sindaco a Saviano e Zerocalcare

L’AQUILA. Una città ancora tremendamente terremotata (i dati ufficiali Usra danno una ricostruzione al 50%, a distanza di dieci anni dal sisma 2009), è ancora al centro di un caso nazionale. Ma non per la rinascita, per il cantiere più grande d’Europa, bensì per un putiferio scaturito dal Festival degli Incontri – evento per il decennale del sisma – per il quale il Mibac ha stanziato 700mila euro del milione riservato alla triste ricorrenza. Il “no” del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi (Fratelli d’Italia) alla partecipazione di personaggi quali Roberto Saviano e il fumettista Zerocalcare, ritenuti troppo di sinistra, ha scatenato reazioni fino ai vertici del vecchio e nuovo governo. Tanti tweet e post su Facebook, come l’ex sottosegretario alla Ricostruzione, Gianluca Vacca (M5S).
Anche Roberto Saviano e lo stesso Zerocalcare, che hanno pubblicato post su Fb (in alto), hanno replicato. Altri si sono espressi, contro Biondi, su Twitter: tra gli illustri “cinguettatori”, il neo-ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini (Pd), e l’ex premier Matteo Renzi (Pd). E l’onorevole Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana Leu. Dall’altra parte, in difesa di Biondi, sono scesi in campo i grossi calibri della destra nazionale, come Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e più volte all’Aquila. E il capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida.
Ma andiamo per ordine.
IL MINISTRO FRANCESCHINI. «La cultura deve essere libera da pressioni e interferenze politiche. Sul programma del Festival degli incontri all’Aquila non può e non deve esserci alcuna intromissione né da parte del Mibac né da parte del Comune», è la posizione del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, espressa su Twitter.
L’EX PREMIER RENZI. «Sono stato criticato molto da Roberto Saviano. Ma la censura che contro di lui e contro Zerocalcare è arrivata dal sindaco dell’Aquila mi spinge a reagire. Il sindaco dell’Aquila prima o poi dovrà capire che la cultura non ammette censure». Così su Twitter Matteo Renzi.
FRATOIANNI (LEU). «Quanto fa paura la cultura? Quanto fanno paura le idee? Il sindaco dell’Aquila, un fratellino d’Italia, sta intimando alla direttrice del Festival degli Incontri di non invitare Roberto Saviano e ZeroCalcare per ragioni politiche». Lo scrive su Facebook Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana. «Evidentemente il sindaco», prosegue il parlamentare di Leu, «vuole intervenire nella programmazione del festival per mettere nomi a lui graditi».
GIANLUCA VACCA. «Il Festival degli Incontri dell’Aquila dev’essere una manifestazione artistica, uno strumento per il rilancio della città attraverso la cultura nel decennale del terremoto, non certo una vetrina per la politica. Non si comprende quindi a quale titolo il sindaco Biondi pretenda di avere l'ultima parola sulla scelta degli artisti, minacciando o mettendo veti sui nomi sgraditi a lui o al suo partito. La sua è un’ingerenza grave e inaccettabile». Così in una nota l’ex sottosegretario 5 Stelle.
ROBERTO SAVIANO. «Gli aquilani meritano che la loro sofferenza sia ancora, dopo dieci anni, condivisa da tutti gli italiani e questo è possibile solo se L’Aquila torna a essere quello che è sempre stata: un luogo di cultura e di dibattito, aperto a tutti e che tutti accoglie». È una sintesi del post di Saviano su Fb (in alto per intero).
GIORGIA MELONI. Durissima la leader di FdI: «Io sto con il sindaco Biondi. È intollerabile che i soldi destinati per il decennale del terremoto siano utilizzati per costruire l’ennesima passerella per personaggi come Roberto Saviano, il cui unico talento è quello di essere amico della sinistra. Ed è vergognoso che per il Pd e l’intellighenzia il sindaco Biondi, che è stato eletto dai cittadini, non abbia nemmeno il diritto di dire che non è d’accordo», scrive su Fb Meloni. «Fuori dal mondo le parole del ministro Franceschini, talmente sfacciato e presuntuoso da pretendere di impartire lezioni sulla libertà della cultura da pressioni e interferenze politiche. L’unica lezione che la sinistra può fare è su come usare i soldi degli italiani per finanziare amici intellettuali, scrittori, attori, film che non vede nessuno e le immancabili coop. Da queste sanguisughe non accettiamo lezioni: portate rispetto agli aquilani e se vi piace tanto la compagnia di Saviano invitatelo a cena. E pagate voi».
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