Il virus stravolge il commercio: 167 le aperture, 89 attività chiuse 

Sempre più imprenditori scelgono la strada delle vendite online, avviate cinque agenzie d’affari I bar pagano il prezzo più alto alla crisi economica: sono 23 quelli che hanno abbassato le saracinesche 

AVEZZANO. Sulle orme dei giganti dell’e-commerce: l’anno 2020, segnato dall’emergenza Covid, ha spinto tante attività commerciali, vecchie e nuove, a imboccare la via delle vendite on-line. In città e periferia, come del resto in gran parte d’Italia, l’anno 2020 è stato un po’ lo spartiacque, per molti forzato, verso le nuove frontiere del commercio sul web, in fortissima crescita: oltre 20 delle nuove attività aperte nel corso dell’ultimo anno, sul totale di 167, operano esclusivamente nel campo dell’e-commerce, attraverso l’uso dei magazzini oppure direttamente tramite le aziende produttrici. Crescono anche le attività operative con la formula mista: negozio di vicinato con l’aggiunta delle vendite on line.
Nella città che cambia hanno aperto i battenti anche 5 agenzie di affari ed alcune attività di vendita all’ingrosso, mentre una quindicina di persone hanno optato per la licenza di vendita per il commercio ambulante.
Sempre nel corso dell’anno 2020, però, in città e periferie, hanno chiuso i battenti 89 negozi di vicinato: 23 bar, 16 esercizi pubblici e altre attività di vendita a posto fisso sopraffatti dall’emergenza sanitaria, che ha fatto scattare i conseguenti lockdowm imposti dal governo per arginare i contagi. Il trend in “perdita” nel campo degli esercizi di vicinato, che emerge dagli uffici del Comune, comunque, sembra trovare conferma in questo scorcio di 2021: nei primi dieci giorni dell’anno, infatti, hanno abbassato per sempre le serrande 4 attività tradizionali, mentre un altro piccolo imprenditore ha scelto la via dell’e-commerce. Con i divieti di girare per le vie cittadine, infatti, sempre più persone stanno scoprendo il mondo del web, che viaggia tra telefonini, tablet e pc. Insomma, l’emergenza del coronavirus e i lockdown hanno stravolto il vecchio modello di vendita, quando i clienti andavano in giro per negozi. Per invertire il trend, o almeno per limitare i danni, i presidenti di Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna hanno chiesto all’amministrazione Di Pangrazio un piano condiviso mirato verso una profonda rigenerazione urbana con un sistema di politiche fiscali a sostegno delle attività commerciali. E non c’è tempo da perdere.
«La capacità di resilienza degli imprenditori avezzanesi», commenta l’assessore alle Attività produttive, Pierluigi Di Stefano, «è grande, così come la capacità di adeguarsi con sacrificio alle esigenze del momento. La pandemia ha innescato una profonda accelerazione verso il digitale che si riverbera sulle abitudini di acquisto dei consumatori e sulla capacità di proporsi dei commercianti. Gli esercenti stanno facendo sacrifici enormi per andare avanti e fronteggiare questa crisi economica mondiale: come amministrazione comunale stiamo lavorando sodo, con diverse misure di azione, per attenuare gli effetti nefasti che ne stanno derivando. Alcune misure sono state già adottate, come la riduzione o la sospensione di tasse, altre misure le stiamo programmando per il 2021, sotto forma di contributo alle attività produttive. Per sostenere le imprese locali e agevolarle verso il mondo del commercio elettronico in quest’era di transizione digitale, d’intesa con le associazioni di categoria abbiamo messo a punto più iniziative, alcune già partite, altre in via di definizione. Nel periodo natalizio abbiamo lanciato Justaecc-Avezzano a domicilio, una piattaforma web vetrina che offre a tutte le attività di ristorazione della città, come pizzerie, ristoranti, bar o pub, la possibilità di promuovere gratuitamente i propri menù per il take away con la consegna a domicilio e il pagamento cash. Scelta mirata a mantenere vivo il rapporto tra cliente e commerciante. Hanno già aderito 77 attività con un volume di contratti tra i 50 e i 320 giornalieri».