Il Wwf: strade più sicure per gli orsi

29 Dicembre 2019

Appello a Regione, ministero e Anas dopo l’ultimo investimento in Alto Sangro

CASTEL DI SANGRO. L’investimento mortale dell’orsa, avvenuto alla vigilia di Natale, spinge il Wwf a lanciare un appello agli automobilisti. «Il tragico evento di Castel di Sangro, dove un’orsa è stata investita e uccisa da un automobilista, è una perdita incalcolabile per il futuro della specie in Appennino», afferma Dante Caserta, vicepresidente del Wwf Italia, «una giovane femmina con un cucciolo, in una zona periferica dell’areale, rappresentava una speranza concreta per l’espansione in nuovi territori. Facciamo un appello accorato a tutte le persone di buona volontà: in tutta l’area di presenza attuale o potenziale dell’orso, quindi in tutto l’Abruzzo montano e nelle zone limitrofe di Lazio e Molise, è fondamentale che i guidatori rispettino i limiti di velocità, in particolare nelle ore serali e notturne. Il futuro dell’orso bruno marsicano è appeso a un filo e dipende anche da ciascuno di noi».
Oltre alla prudenza raccomandata alle persone, il Wwf chiede anche interventi più incisivi alle istituzioni per la messa in sicurezza di strade e infrastrutture.
«Accanto alla buona volontà delle persone, servono azioni urgenti e inderogabili delle istituzioni preposte per la messa in sicurezza delle infrastrutture, proprio a partire dalle strade», aggiunge Caserta. Il Wwf chiede quindi che la Regione, insieme a Lazio, Molise, ministero dell’Ambiente e ministero dei Trasporti, in collaborazione con Anas, si riuniscano urgentemente per avviare al più presto i lavori di messa in sicurezza. «Siamo a piena disposizione per supportarli con le nostre forze e risorse», conclude Caserta, «il traffico veicolare lungo le strade che l’orso è obbligato ad attraversare nei suoi spostamenti è il pericolo che più può complicare l'espansione dell'orso, ma è anche quello che con una buona pianificazione e investimenti tecnologici può essere ridotto con successo, ed è quindi la sfida su cui misurare la reale volontà di dare un futuro a questo animale permettendogli di colonizzare stabilmente aree idonee dell’Appennino. Non c’è più tempo da perdere per l’orso bruno». (f.p.)
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