Imbottigliamento acqua Scontro Colella-Comune

27 Febbraio 2018

CANISTRO. La Santa Croce torna a imbottigliare l'acqua utilizzando la sorgente Fiuggino e scatta la denuncia dell'amministrazione comunale. L'imprenditore molisano Camillo Colella, dopo il...

CANISTRO. La Santa Croce torna a imbottigliare l'acqua utilizzando la sorgente Fiuggino e scatta la denuncia dell'amministrazione comunale. L'imprenditore molisano Camillo Colella, dopo il contenzioso vinto al Tar contro la Regione Abruzzo, ha ripreso l'attività con 6 addetti tornati al lavoro in una delle tre linee produttive del sito di Canistro. «È un motivo di orgoglio tornare a produrre e a imbottigliare acqua nel nostro stabilimento», ha commentato Colella, «e tornare a creare posti di lavoro, dopo che per colpa della Regione Abruzzo che ci ha revocato ingiustamente e illegittimamente la concessione della Sant’Antonio Sponga, siamo stati costretti nostro malgrado a procedere ai licenziamenti e allo stop della produzione». Secondo Colella «resta il rammarico per aver dovuto anche in questo caso andare per le vie legali, per contestare l’assurda presa di posizione della Regione, che ci aveva negato anche l’utilizzo della sorgente Fiuggino, di cui deteniamo regolare concessione fino al 2022, e nonostante avessimo ottemperato a tutte le richieste e prescrizioni ordinate dall’ente, a seguito di ispezioni e controlli. E nonostante siano sempre stati versati gli oneri». La Santa Croce ha sottolineato che la preziosa acqua della sorgente Sant’Antonio Sponga, da oltre due anni inutilizzata, va ancora a finire nel fiume Liri, mentre non arriva a definizione l’esito del bando di gara del 15 dicembre 2016 sfociata finora nel marzo del 2017 all’assegnazione provvisoria alla Norda spa. Il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, e l'assessore Ugo Buffone, attraverso i loro legali Salvatore Braghini e Renzo Lancia, hanno immediatamente denunciato alla procura della Repubblica e alle altre autorità quanto sta avvenendo. «Dopo un tavolo di crisi abbiamo inoltrato un atto formale al servizio risorse del territorio e attività estrattive della Regione Abruzzo, alla Asl, ai Nas e alla Procura della Repubblica in quanto la società Santa Croce non può imbottigliare acqua né dalla fonte Sant'Antonio Sponga (non essendone più concessionario) né da Fiuggino, da ben 10 anni non sfruttata a causa della bassissima portata», hanno spiegato gli amministratori comunali, «ciò costituisce un abuso in quanto la società non ha mai ottenuto e anzi non ha mai richiesto al Comune le autorizzazioni relative alle infrastrutture di captazione e canalizzazione». Di Paolo e Buffone hanno inoltre evidenziato che «la sorgente Fiuggino, come già accertato nel sopralluogo effettuato alla presenza dei soggetti titolati il 28 febbraio dello scorso anno, non ha mai avuto e non ha una portata sufficiente per essere sfruttata, talché riporta il documento, si paventa che la Santa Croce nei giorni passati abbia effettuato lavori abusivi al fine di convogliare la poca acqua proveniente dalla sorgente Fiuggino alla condotta che canalizza l’acqua proveniente dalla sorgente Sant’Antonio Sponga allo stabilimento della società Santa Croce, ex concessionaria. La fonte Fiuggino non è mai stata sfruttata industrialmente per uso alimentare e appare pertanto altamente probabile che l’acqua attualmente imbottigliata dalla Società Santa Croce nello stabilimento di Canistro di Piana Paduli sia il risultato della commistione di due tipologie differenti di acque provenienti da due diverse fonti: quella della Sorgente Fiuggino e quella della Sorgente Sant’Antonio Sponga». Gli avvocati Braghini e Lancia hanno evidenziato che la situazione è gravissima e reclama un intervento delle autorità competenti. (e.b.)
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