Imitano la Banda della Magliana, condannati

Spaccio e minacce con le armi: venti anni di carcere per sei imputati. Per altri c’è il rinvio a giudizio
SULMONA. Si facevano chiamare con i nomi dei componenti della banda della Magliana e all’epoca controllavano il mercato di stupefacenti a Sulmona e nei paesi della Valle Peligna. Ad arrestarli i carabinieri con una maxi retata che vide in manette 14 persone. Ieri una parte della vicenda giudiziaria ha avuto il suo epilogo con la condanna dei sei imputati che hanno scelto di definire la loro posizione con il rito abbreviato. Mano pesante del giudice per le indagini preliminari Daniele Sodani che ha distribuito pene ai sei imputati per oltre 20 anni di carcere. Queste le condanne: Massimiliano Le Donne, ritenuto il capo e la mente dell’organizzazione, a 8 anni di reclusione, i fratelli Mattia e Luca Buccilli, a 4 anni e 1 mese il primo e 5 anni e 1 mese, il secondo, Fabrizio Gigante, a 2 anni e 1 mese. Pena patteggiata a 1 anno e 8 mesi di reclusione per Luca Del Sarto, riconosciuto però in stato di seminfermità mentale. Dal processo è uscito invece assolto Giuseppe Serva. Compariranno davanti al giudice ordinario il prossimo 27 novembre Stefano Passoforte, Francesco Bucci, Stefano Bighencomer, Jomar Rafael Rapa Salas, Lorenzo Pacifico e Danilo Santilli. In precedenza, avevano patteggiato la pena Alfredo Scala, 3 anni e 8 mesi, e Giovanni Gigante, 3 anni e 10 mesi. Agli imputati vengono contestati a vario titolo una miriade di reati che vanno dalle botte alle minacce, passando per le estorsioni, i danneggiamenti, la spendita di banconote false. E finendo con il possesso illegale di armi. In particolare pistole che, sempre secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero utilizzato per intimorire chiunque cercasse di mettere in discussione la loro egemonia criminale in città. Su Facebook comparivano con i nomi della famigerata Banda della Magliana alla quale dicevano di ispirarsi. (c.l.)
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